Castellammare, il centrosinistra attacca: “Bobbio fa regali con i soldi degli stabiesi”

131

Non sono capaci di governare. Ancora uno spreco di soldi pubblici al Comune di Castellammare di Stabia. Questa volta l’ineffabile Bobbio ha speso 8mila euro del bilancio comunale per comperare 57 penne di lusso, 10 cesti natalizi e 50 panettoni da regalare a Natale. E così, dopo la sfilza di consulenze d’oro da 300mila euro e più, censurate dai Revisori dei Conti per danni evidenti alle casse comunali, dopo le ridicole ordinanze che hanno fatto ridere l’Italia su minigonne e brindisi vietati a Capodanno, dopo l’allegra gestione del Comune con delibere e atti sbagliati e raffazzonati, dopo il cumulo di incarichi collezionati da Bobbio (magistrato, capo di gabinetto di un ministro, sindaco, consulente di un ministro), ecco che “Bobbio Natale” indossa – coi soldi dei cittadini – le vesti del buon padre di famiglia che distribuisce regali a più buoni. Ha comprato 57 penne “personalizzate” (marca Delta) e le ha regalate ai consiglieri comunali (che sono trenta), ma non tutti hanno gradito. Poi ieri la scoperta dei consiglieri del centrosinistra: quelle penne erano state acquistate coi soldi dei contribuenti, come si evince dalla lettura della Determina n. 773 del 21/12/2010 del Coordinatore AA.GG. Ufficio Gabinetto “Impegno per spese di rappresentanza. Natale 2010”. Ci risiamo! Il sindaco della “legalità” e della “trasparenza” ne combina un’altra delle sue. Omaggia i consiglieri di penne da euro 100 cadauna con i soldi degli stabiesi. A dire il vero, l’omaggio secondo gli atti prodotti da Bobbio investe ben 57 persone e altri beneficiano di panettoni e prodotti tipici. Spese di rappresentanza si dirà, ma da che mondo è mondo la rappresentanza è finalizzata all’accoglienza, all’ospitalità, al cadeau per l’ospite d’onore, giammai a beneficiare consiglieri e chissà chi… Regalo acquistato dunque con soldi pubblici, cioè dei contribuenti, a carico delle casse comunali. Di qui, l’immediata restituzione delle penne al Sindaco con tanto di protesta per una scelta “inopportuna e irresponsabile”.

“Siamo all’assoluta mancanza di capacità amministrativa e di cultura di governo – spiegano i gruppi del centrosinistra – Come il padre-padrone, Bobbio ha pensato bene di distribuire durante le festività natalizie, ricevendo i “prescelti” nell’ufficio del Sindaco, penne e panettoni acquistati, ora scopriamo, coi soldi dei contribuenti. Si tratta di un clamoroso esempio di malversazione, di uso improprio di risorse pubbliche, su cui – siamo certi – gli organi di controllo sapranno esercitare la propria azione, dalla Corte dei Conti alla Procura della Repubblica. Il centro sinistra stigmatizza tale comportamento. Il diffuso spreco di denaro pubblico, di cui questo è l’ultimo esempio, rappresenta una visione e gestione della cosa pubblica a dir poco allegra. Caro sindaco, a maggior ragione in un contesto sociale come quello stabiese, la parsimonia, l’opportunità, il senso della misura e del pudore avrebbero dovuto suggerirle di soprassedere da simili iniziative. Sarà bene che ben presto la città le sottragga le chiavi di quel forziere, leggasi casse comunali, di cui lei sta facendo un uso dissennato ed irresponsabile di cui dovrà rispondere in tutte le sedi. Noi vigileremo senza sconti”.

Ottomila euro per 57 penne di lusso, 10 cesti natalizi e 50 panettoni che il Sindaco di Castellammare ha regalato quasi fosse il “padrone del Comune”. A ciò, si aggiungano altri 2000 euro destinati a un’associazione, per la distribuzione lo scorso 6 gennaio – gestita da assessori e consiglieri comunali fedelissimi di Bobbio – della “Befana” ai bambini poveri, rispolverando antichi e offensivi rituali di altri tempi.

Gli esponenti del centrosinistra stabiese si rivolgono poi al ministro Renato Brunetta e al ministro Giulio Tremonti che parlano di “una nuova agenda di rigore e sviluppo” per chiedere di inviare una Commissione che indaghi sugli sprechi del sindaco Bobbio al Comune di Castellammare di Stabia

Penne e astucci dei consiglieri di opposizione sono tornate stamattina nell’ufficio di segreteria del sindaco a Palazzo Farnese. Resta un dubbio: le penne acquistate sono state 57, i panettoni 50, i cesti natalizi 10, i consiglieri sono al massimo 30. E il resto, dove è finito?

Lascia una risposta