Folk-à-porter

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Fenomeno più legato alla strada che alla passerella, più all’umore che al gusto imperante, il folk ha abbandonato le connotazioni ideologiche che aveva negli anni Sessanta e Settanta, pur rimandando ancora a quei periodi di libero amore e contestazione, quando le tradizioni popolari erano l’unica antitesi al consumismo e conformismo della nascente società di massa. Infatti, nella moda di stagione il folk porta alla ribalta le icone glam dei Seventies, ispirandosi a Janis Joplin e Talitha Getty. Abiti lunghi, svolazzanti e iperfemminili da abbinare a giacche maschili, anche vintage. Che assumono toni inediti con il classico fiore accostato alla fantasia geometrica in un richiamo al mix’n’match che sorprende.

Ce lo dimostra la collezione Kenzo: una manualità superba nel mescolare tessuti maschili con femminili, finestrati e principe di Galles, tweed e bouquet, gessati e pied-de-poule, maculati con incrostrazioni di paillettes.

Un patchwork colorato che risponde alla parola d’ordine (della griffe) : mixare e sovrapporre. Abiti fluenti dai toni naturali da portare con mantelle e caban trapezio, avvolgendo così la figura. Tailleur destrutturati in gessato abbinati a camicioni , gilet rivestiti di paillettes e blazer dalle maniche spezzate in leopardato, si  portano con guanti in camoscio e cappelli dalla tesa larga. Le borse sono bisacce, tracolle over o cartelle; ai piedi ci sono zoccoli, stivali e zeppe di suede, stringate con interno di pelo; al collo lunghe sciarpe e foulard stampati o di maglia.

Una palette calda calda fatta di gialli, aranci, rossi e marroni cede alle avance di quella con neri, grigi, blu, mauve e azzurro in un connubio dal sapore gipsy.

Folk-à-porter in chiave easy, ricco di glamour. Per novelle fille en fleur dallo spirito (e dall’attitudine) neohippy.

M.Chiara D’Apolito

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