Pompei: esercenti-comune, è scontro. Una dura lettera aperta a sindaco e assessore

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La Confesercenti è ormai ai ferri corti con l’amministrazione comunale di Pompei. In questi giorni la prima associazione di categoria del territorio ha scelto “un modo diverso di interloquire” come recita la lettera realizzata pochi giorni fa.
Infatti tutta la Confesercenti si è riunita ed ha deciso di elaborare questa lettera di forte protesta contro il comune di Pompei ed in particolare il sindaco Claudio D’Alessio. Perché scegliere una lettera invece di altre modalità di interlocuzione con il comune? Perchè già in passato i commercianti hanno incontrato il primo cittadino di Pompei senza arrivare a soluzioni concrete. Una protesta, quella dei commercianti, che tocca vari temi. Innanzitutto si chiede al sindaco “per quale motivo si sperpera così inutilmente denaro pubblico senza invece indirizzarlo a progetti magari più intelligenti e che siano effettivamente utili non solo ai commercianti pompeiani ma anche a tutta la città di Pompei”. La situazione del commercio a Pompei è pessima e questo non per colpe legate a chi gestisce gli esercizi commerciali.
In primo luogo per la Confesercenti “l’attività turistica è messa in secondo piano dal Comune, infatti i turisti per visitare gli scavi si bloccano a via Marina e non vanno oltre. Gli unici turisti che passeggiano per Pompei sono mendicanti, venditori ambulanti, zingari, extracomunitari, ecc.”. Inoltre a Pompei stanno chiudendo e stanno per chiudere tantissime attività commerciali.
E questo è ancora più grave se lo si confronta con il commercio delle città vicine che è invece fiorente. “Ma un altro punto dolente è la situazione delle periferie che non è certo rosea. Il degrado è assoluto in queste zone che sono ricordate solo durante il periodo elettorale.
Fra i problemi che attanagliano la periferia ci sono: l’illuminazione, strade rotte, sensi unici sballati, collegamenti con il centro cittadino quasi inesistenti e il mercato di Pompei che si svolge in via Aldo Moro che non è pienamente regolarizzato e che comunque crea difficoltà alle attività commerciali presenti in quel territorio”. Ma la cosa che più fa indignare i commercianti è che in passato gli era stato detto che per contare di più ci si doveva iscrivere ad una categoria a livello nazionale.
Questo è stato fatto ma niente è cambiato. Anzi i commercianti parlano di 175 euro in più per parlare con un’amministrazione che fa orecchie da mercante. Fra le richieste della Confesercenti ci sono: check point, in modo da far pagare una tassa ai pullman che entrano a Pompei. Poi incentivare la fermata degli autobus in piazza Falcone e Borsellino. Inoltre città e dintorni puliti ed accoglienti. Ed in ultimo serate estive che allietino e appassionino i turisti.
Tutte queste richieste espresse dalla Confesercenti sono legittime ma soprattutto coincidono con lo sviluppo ed il prestigio di Pompei come città mariana ed antica.
Aniello Danilo Memoli

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DI SEGUITO RIPORTIAMO  IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA DEI COMMERCIANTI

Spett.le Sindaco della Città di Pompei

Avv.to Claudio D’Alessio

Egregio Assessore Dott. Giuseppe Tortora

Chi scrive è il nutrito gruppo degli associati Confesercenti Pompei (prima associazione di categoria sul territorio) i quali, per dar voce in maniera forte alle loro esigenze, hanno scelto un modo insolito per poter interloquire, visto che a nulla sono valsi gli incontri precedenti.

Inutile ribadire che viviamo una realtà commerciale veramente drammatica, è vero, la crisi è nazionale, ma è pur vero che in questa città né lei sindaco ci aiuta, perché troppo impegnato a far feste e festini (neanche per festeggiare l’Unità d’Italia lo Stato spende i soldi che lei ogni anno stanzia per l’inutile festa Città di Pompei) mentre invece alla Città, ai cittadini ed in particolar modo a noi commercianti non fa altro che recar danno. Non le sembra vergognoso che dopo tanto sperpero di denaro pubblico non ci siano soldi per poter organizzare le festività natalizie? Lo sa che tutti gli anniversari che si rispettano si festeggiano ogni 25 anni? E lei assessore Tortora che non appena insediatosi ha fatto mille promesse, sa cosa sono le attività produttive? Si è documentato su ciò che non le era chiaro?

Provino a scendere entrambi per la città che porta un nome così “Pompei”, conosciuta in tutto il mondo come città d’arte e città mariana e che da sola dovrebbe dar da vivere ad un’intera popolazione e invece …. Perché la maggior parte dei turisti vengono bloccati solo a Porta Marina e non vanno oltre? Ci sono forse accordi particolari che a noi non è dato conoscere? Gli unici “turisti” che vediamo circolare per il centro cittadino sono: zingari, ambulanti, mendicanti, extracomunitari, ecc. ecc.. Per non parlare dell’ospitalità che la nostra Polizia Municipale riserva ai turisti, visto che non sono neanche in grado di dire buongiorno in italiano figuriamoci in inglese. . . .!!!!

Si rendono conto di quante attività hanno chiuso e di quante altre stanno per chiudere? Cosa inammissibile per una città come la nostra che mentre affonda guarda malinconicamente le città vicine rifiorire come per incanto. E che dire delle periferie? Vivono nel degrado più assoluto e ci si ricorda di loro solo durante il periodo elettorale. I colleghi esercenti di via Aldo Moro perdono 4/5 giorni al mese di incasso per la presenza del mercato quando invece in altre città ci sono apposite zone mercatali. E di Messigno? Sensi unici sballati, strade rotte, scarsa illuminazione, collegamenti con il centro cittadino quasi inesistenti. Beh, è il momento che sappiate che le cose non funzionano più così, per ottenere bisogna anche dare, come si dice,”una mano lava l’altre e tutte e due lavano la faccia”. Tempo fa ci fu detto che se volevamo far valere i nostri diritti dovevamo appartenere ad un’associazione di categoria nazionale l’abbiamo fatto e cosa è cambiato? Ve lo diciamo subito, paghiamo circa 175 euro l’anno per poter interloquire con un’amministrazione che puntualmente fa buon viso e cattivo gioco snobbando tutte le nostre proposte. Ora a gran voce gridiamo “Basta!” Con l’arrivo della bella stagione pretendiamo di essere una Città turistica a tutti gli effetti per cui chiediamo:

Check point (barriera telematica) da far si che i pullman che entrano in Pompei paghino una tassa,
come in tutte le città d’arte con soldi destinati ad un fondo per l’arredo urbano;

Incentivare la fermata degli autobus in Piazza Falcone e Borsellino in modo da collegare la Città antica alla nuova permettendo ai turisti di vivere quest’ultima;

Città e dintorni più pulite ed accoglienti;

Forze dell’ordine su tutto il territorio (vedi prostitute nei pressi della stazione FS già dal mattino).

Serate estive atte ad allietare il soggiorno dei turisti utilizzando i numerosi artisti presenti sul territorio di Pompei e non favorendo i forestieri.

Insomma vogliamo che l’economia della nostra città cominci a girare già dall’interno per poi estendersi a macchia d’olio. Chiediamo a squarciagola ciò che ci spetta di diritto in quanto cittadini prima e commercianti pompeiani poi, agguerriti più che mai affinché vengano rispettati i nostri diritti.

CONFESERCENTI POMPEI

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