Regione, approvato il bilancio: tagli a stipendi, partecipate e benefit

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Personale, costi della politica, sanità, sviluppo, progetti di legge, turismo, politiche per la famiglia e per il territorio. Questi gli ambiti maggiormente toccati  dal bilancio di previsione approvato dal Consiglio regionale della Campania. Personale: da segnalare che l’istituto del comando sarà ammissibile solo in condizioni di carenza e non potrà avere durata superiore ad un anno. Prevista anche la mobilità tra personale della giunta, del Consiglio e degli enti strumentali della Regione, in linea con il piano di stabilizzazione. Meritocrazia: i dipendenti della giunta saranno valorizzati in base ai risultati prodotti. I costi della politica: le indennità dei consiglieri non supereranno quelle dei parlamentari; le indennità di funzione sono ridotte del 10 per cento e non sono cumulabili. Abolito il rimborso forfettario mensile per le spese di trasporto dei consiglieri. Le spese per le consulenze e di rappresentanza sono ridotte dell’80 per cento, quelle per beni e servizi del 20. La spesa per la formazione del personale è ridotta del 50, quella per le auto blu dell’80. Taglio tra il 5 e il 10 per cento per gli emolumenti dei dirigenti. I componenti dei Cda delle partecipate passano da cinque a tre e i loro compensi sono tagliati del 10 per cento. Divieto di aumenti di capitale o trasferimenti straordinari per le partecipate che abbiano registrato perdite per tre esercizi consecutivi. Il testo interviene con novità significative sulla sanità regionale: ridisegnata la Soresa, la società creata nel 2003 per la gestione del debito sanitario. Se ne rafforza il ruolo per i pagamenti, l’indebitamento, la centralizzazione degli acquisti. Alla società è anche affidata la creazione di una banca data unificata dei fornitori delle Asl e delle aziende ospedaliere e dei relativi flussi finanziari. L’Arsan, Agenzia regionale sanitaria, diventa struttura tecnica di supporto della giunta. Per quanto concerne il numero delle Asl, si rafforza il principio degli obblighi derivanti dal Piano di rientro. Sviluppo: nasce la società finanziaria a supporto delle piccole e medie imprese; l’Isve è trasformato in soggetto di diritto pubblico. Avviata una collaborazione con l’Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale) per promuovere una struttura di supporto alla Regione e agli altri enti locali in vista dell’attuazione del federalismo. Sempre riguardo agli enti locali, si disciplina il Consiglio delle autonomie locali, composto da quaranta membri (componenti di diritto i presidenti delle Province e i sindaci delle città capoluogo). Un milione di euro andrà al progetto «Erasmus al lavoro», destinato a giovani tra i 25 e i 29 anni. Con 150mila euro si finanzia il ricorso al microcredito per i progetti imprenditoriali. Nuovi strumenti per assicurare la copertura finanziaria delle leggi regionali: viene istituito, presso la presidenza della giunta, un ufficio che appone il visto di conformità sui progetti di legge all’esame del Consiglio. Soldi (2 milioni) anche per il nucleo familiare: un bonus di 2mila  euro una tantum a favore del terzo figlio a decorrere dal gennaio 2011. Sostegni alla madri lavoratrici attraverso la promozione di asili nido nelle aziende private (1 milione). 2 milioni andranno anche agli oratori presenti nella regione. Turismo: nel testo sono state inserite norme che consentono l’installazione in villaggi turistici e campeggi di case mobili, che non contrastino con i vincoli urbanistici, edilizi e paesaggistici. Politiche del territorio: nasce il distretto industriale Caianello-Capua per migliorare la mobilità ferro-gomma. Con un milione e mezzo si finanzia il sistema Wi-Fi nei comuni al di sotto dei 15mila abitanti. Il testo dà il via anche alla riorganizzazione della rete distributiva dei carburanti. Soddisfatto il governatore Stefano Caldoro, che aveva posto la fiducia e ha seguito l’intero dibattito: «È una manovra correttiva che per dimensione e straordinarietà non era mai stata realizzata». Il  centrosinistra ha votato compatto contro: per il segretario regionale del Pd Enzo Amendola, «la blindatura del Bilancio 2011 della Regione Campania da parte del presidente Caldoro e della sua maggioranza non ha consentito alcuna discussione sugli emendamenti presentati dal Pd che miravano ad un riequilibrio delle risorse e degli interventi in settori di prioritaria importanza quali trasporti, servizi sociali, comunità montane e lavoro. Il tutto – conclude Amendola – in barba alle conclamate rassicurazioni di rigore e di austerity, tant’è che abbondano le attribuzioni a pioggia di contributi richiesti dai vari gruppi politici, senza tener conto delle effettive priorità della regione Campania».

Antonio Averaimo

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