Napoli, la città è senza governo: si dimette la Iervolino

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Finisce l’esperienza decennale di Rosa Iervolino sulla poltrona di Palazzo San Giacomo: 74 anni, ex ministro degli Interni, degli Affari sociali e della Pubblica istruzione, personalità di spicco prima della Dc, poi del Partito popolare e infine del Pd, deve abbandonare la guida di Napoli . “Non mi dimetto,  la mozione di sfiducia è un atto normalissimo. Non sono una vigliacca e se avete motivi per smentirmi, fatelo – aveva dichiarato la Iervolino – “Mi sarebbe comodo andare via anche perchè sono stufa di uno stile che non onora la città, come sentirmi dire da pseudoonorevoli come Laboccetta che io sono attaccata alla persona come Gheddafi. Vengo paragonata a un dittatore sanguinario, c’è un limite a tutto».

Avevano chiesto alla Iervolino di dimettersi, dopo la mozione di sfiducia presentata in Aula, ma il sindaco aveva risposto che non ne aveva alcuna intenzione: allora la mossa finale delle dimissioni in blocco dei consiglieri.

Gioia e soddisfazione tra gli esponenti del Pdl “Abbiamo, finalmente, liberato Napoli – ha detto Raffaele Ambrosino, consigliere comunale del Popolo della Libertà – Grazie a una serie di cambi di casacca di alcuni colleghi – ha aggiunto – siamo riusciti a costruire questa rete. Appena è stato possibile, il dovere di ogni opposizione che si rispetti, è agire”, ha subito affermato senza mezzi termini.

Dall’altra parte il Pd sdegnato, accusa: “Dimissioni scandalose, impera il trasformismo, la compravendita di personale politico è la caratteristica centrodestra di Napoli  – tuona Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania – “Nicola Casentino sta andando all’attacco del Comune di Napoli con l’aiuto dei voltagabbana della politica. Quello che sta succedendo in queste ore è scandaloso: a poche settimane dal voto è una grave mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, un danno per la governabilità della città e l’interesse cittadini. Ci meraviglia anche l’atteggiamento del Terzo polo che in Campania risponde agli ordini del Pdl – ha spiegato Amendola.

Durissima la replica del commissario provinciale del Pd, Andrea Orlando: “Si tratta di una iniziativa che sacrifica, in nome della propaganda, le esigenze della città. Se l’obiettivo non fosse stato politico, avrebbero preso questa iniziativa mesi fa: tutto questo costerà il blocco dei progetti in corso, la rinuncia ad opere pubbliche, una paralisi istituzionale che non ha spiegazioni”.

Tra i firmatari delle dimissioni figurano il finiano ed ex centrosinistra Roberto De Masi, firme dell’Udc e dell’esponente del Pid Carmine Simeone, ex Pd.

Il notaio Elio Bellecca, dopo aver certificato la validità delle 31 firme, apposte nel pomeriggio di mercoledi, sotto le lettere di dimissioni presentate da altrettanti consiglieri comunali, ha consegnato materialmente i documenti nelle mani del segretario generale di Palazzo San Giacomo Gaetano Virtuoso che si presenterà in Prefettura per proseguire l’iter che da quel momento sarà affidato al rappresentate di Governo. La scelta del commissario avviene solitamente tra funzionari in forza all’Ufficio Territoriale di Governo, ma trattandosi della terza città d’Italia, peraltro prossima ad una delicata scadenza elettorale, è quasi certo che il commissario sarà un Prefetto inviato dalla Capitale. La Prefettura avrà gli atti a breve anche se i contatti telefonici con il Viminale rendono plausibile la nomina del commissario per venerdì.

Mario De Angelis

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