Scafati: cambio del piano viario e nuovi allagamenti

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Dopo l’incessante pioggia che è caduta nella notte tra mercoledi e giovedì scorso, che ha allagato nuovamente vaste aree del centro storico, da Corso Trieste a via Fiume, da via Duca D’Aosta a  via Cesare Battisti fino al Corso Nazionale,  il grave stato di degrado e di abbandono in cui versa da anni  l’intero nucleo edificato centrale, è  ancora  una volta sotto gli occhi di tutti.   La parte storica di Scafati, con i relativi “sottoservizi” è oramai al “collasso”, vecchie condotte, lavori stradali mal fatti, lavori fatti ma senza nessun controllo, costruzioni fatiscenti, costruzioni al limite del collasso strutturale, zero manutenzioni eseguite, zero manutenzioni da eseguire, piano di recupero in naftalina, ristrutturazioni ferme, amministrazione comunale incapace di varare il pur minimo provvedimento per le attività commerciali ed artigianali in essere, tutto questo ha prodotto una miscela esplosiva a danno degli esercenti e dei cittadini del nucleo storico scafatese.  La pioggia caduta nella notte tra mercoledì due Marzo e giovedì tre Marzo ha ancora un volta provocato  innumerevoli danni a tutti gli esercizi commerciali ed alle residenze ai piani terra situate nell’aria “storica” scafatese, con grave pericolo per l’incolumità pubblica e privata degli stessi  esercenti e dei residenti.

Particolare non trascurabile, è che nessuno dell’amministrazione cittadina,  sembra che abbia  percepito la gravità della situazione, anzi nessuno dei settori tecnici cittadini  si è finora attivato per trovare una soluzione definitiva alla questione “allagamenti”, che metta fine finalmente a questa allucinante situazione.  L’unico lavoro di prevenzione agli allagamenti svolto negli ultimi mesi   è stata la realizzazione di una griglia metallica posta a ridosso di un noto negozio di abbigliamento nell’incrocio tra via Cesare Battisti e Corso Nazionale, dotata di due piccole tubazioni di circa quindici centimetri di larghezza, che a parere di coloro che l’anno ordinata, dovrebbero fare confluire tutta la quantità d’acqua proveniente da via Passanti e quindi da via Cesare Battisti, fino al Canale Bottaro ( oggi in completo stato di abbandono), ci sarebbe da chiedersi dove vivono costoro e come si siano convinti dell’adozione di tale soluzione tecnica.  I commercianti ed i cittadini dell’area del centro storico, già in rivolta contro l’amministrazione per il fallimento del piano traffico partito nello scorso Dicembre,  e promotori di nuove soluzioni veicolari e progettuali inerenti il rilancio dell’economia intorno alla Piazza Vittorio Veneto, oggi alzano la testa e dicono basta. Basta alle prese in giro, basta con le parole, basta con i rimandi, i commercianti del centro dichiarano la volontà di pretendere immediate soluzioni, sia sul tema della viabilità sia sul tema del rilancio dell’economia dell’aria. E pensare che nella tarda mattinata di mercoledì due Marzo si è svolta una prima riunione “tecnica” presso Palazzo Mayer, alla presenza dell’Ing. Fienga (responsabile per il Comune di tutti i servizi al territorio), dell’assessore al commercio Stefano Cirillo, ed alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, con una delegazione di circa quaranta commercianti a dir poco “incavolati” per i tanti danni subiti dalle piogge e dal piano traffico, a cui seguirà un nuovo incontro a farsi per il giorno sette Marzo.  Aliberti e l’intera maggioranza di centro-destra sembrano troppo impegnati sui “mega-progetti” del Più Europa, o su quelli inerenti il rilancio dell’ex-area industriale Copmes, dimenticandosi del “centro storico” e di tutte le realtà economiche ivi esistenti, già umiliati e perseguitati da un inetto sistema viario. Sul fronte “Centro-Storico” si ha l’impressione di un silenzio totale da parte di tutte le forze presenti nell’attuale consiliatura, buio e sempre più buio, e nel frattempo, all’ennesima “pioggerella” tipica del periodo autunnale, tutta l’economia della zona “Vetrai” si blocca, va in sofferenza, intere giornate lavorative volano via per pulire i locali, per fare la conta dei danni.

Paolo Celiberti

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