Napoli, De Magistris tende la mano a Vendola: “Parliamo lo stesso linguaggio”

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È la polizia a intervenire per controllare le oltre duecento persone rimaste fuori dal cinema Modernissimo, che, stracolmo, ha ospitato le parole di Luigi De Magistris e di chi lo sostiene. Gerardo Marotta, il prof. Arturo De Vivo, il musicista Enzo Avitabile tra le personalità che sono intervenute.

Roberto Realfonso (ex assessore al bilancio della giunta Iervolino) mette l’accento sul controllo dei nodi di bilancio, sfoltimento del consiglio di amministrazione, sulle delibere per il controllo dei conti, sull’accorpare le società parallele che operano con il Comune.

Rafael Rossi, tecnico del comitato del Piano per i Rifiuti, indica come provvedimento sostanziale, quello di riformare la raccolta differenziata, sopperire all’assenza di impianti di compostaggio, indispensabili per l’avvio di un ciclo virtuoso dei rifiuti.

L’autorevole prof. Antonio De Vivo, ribadisce che orami si è perso il senso della “cosa giusta”, visto che viene sversato percolato a mare senza che i diretti responsabili siano giustamente puniti: sottolinea quindi la soglia critica di Napoli, che ha nell’aria circa 2000 mg di piombo, contro i 100 tollerati dalla legislazione governativa.

Ancora il docente di Diritto Pubblico Carlo Iannello, concentra l’attenzione sul tema della privatizzazione dell’acqua, la cui battaglia è un nodo principale per far ripartire Napoli : afferma cosi la necessità di ridare ai comuni la possibilità di gestire un bene cosi prezioso.

C’è spazio per Andrea Monrioli (rappresentante degli operatori sociali) che chiede a De Magistris di ascoltare la categoria che rappresenta: in concreto auspica un riequilibrio della spesa pro capite, non la lotta della povertà bensì una gestione della povertà, degli emarginati.

Su questi temi si aggiunge, con il suo caratteristico istrionismo, l’artista Enzo Avitabile, che cosi parafrasa Carmelo Bene: “Con De Magistris vogliamo che il significante abbi un risalto maggiore sul significato, quindi una politica al di sopra delle parti, che unisca i napoletani”, ricalca la canzone di James Brown “Out of sight” per raccomandare “una Napoli che riparta dalle realtà emarginate, che fiorisca ex novo dalle sue ceneri”. Prosegue brevemente il prof. Gerardo Marotta, acclamatissimo dalla folla, che ribadisce il suo “distacco da quegli intellettuali che sono schiavi del potere, che in questi giorni hanno dimostrato di non capire cosa sia giusto per Napoli” .

De Magistris dal canto suo lancia un appello a Vendola: “Mi chiedo perché non sia maggiormente presente in una realtà come Napoli, che deve essere un trampolino di lancio per la rinascita dell’Italia tutta: io e lui parliamo lo stesso linguaggio, lo aspetto a braccia aperte”. Poi è la volta di una stoccata al PD: “Pare che ci sia una buona parte del Pd che è disposta a perdere pur di non cambiare e a noi questo non piace per niente. Io sono contro il concetto di leader, ho scelto di candidarmi per voi e con voi, voglio essere lo strumento che ognuno possa utilizzare per il bene di Napoli”. A chi lo accusa del passaggio dalle inchieste alla politica risponde: “Mi hanno buttato via dalle inchieste perché mi occupavo del “sistema”, quelle che fanno sono insinuazioni che non toccano uno con la “schiena dritta” come me”. Sulla questione rifiuti: “Prima deve esserci la lotta alla camorra, almeno in una piccola e costruttiva parte, poi si procede a una rifondazione dello smaltimento dei rifiuti”.

Sulla cultura: “Per quanto competerà a me, da sindaco, e a voi, come cittadini attivi, bisogna rimettere in moto i teatri, i musei, in modo che la cultura produca guadagno: a questo proposito invito chiunque sia interessato a iscriversi alla mia lista civica, per una Napoli che avrà finalmente la faccia dei suoi cittadini”.

Mario De Angelis

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