Torre del Greco, soppressione di atto pubblico e abuso d’ufficio: divieto di dimora per il sindaco Borriello

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Divieto di dimora nel comune di Torre del Greco per il primo cittadino Ciro Borriello. Questa la misura cautelare adottata nei confronti del dottore di via del Monte, indagato nell’ambito di un procedimento aperto dalla Procura di Torre Annunziata sull’abusivismo edilizio. Il sindaco corallino è indagato per soppressione di atto pubblico e abuso d’ufficio. Infatti, Borriello avrebbe ordinato la soppressione di un verbale elevato dagli agenti di polizia municipale, ad un commerciante che stava ristrutturando il suo negozio in pieno centro cittadino. Con il sindaco avrebbero agito anche Nicola Donadio (figlio del consigliere comunale Antonio, costretto agli arresti domiciliari lo scorso ottobre e poi successivamente rilasciato n.d.r.), Massimiliano Davino, Raffaele Vitiello e Bernardo Tamburrino, che hanno ricevuto anch’essi il divieto di dimora nel comune torrese, mentre il vigile urbano Raimondo Dottrina, indagato per soppressione in atto pubblico e falso in atto pubblico, è agli arresti domiciliari. Nicola Donadio è indagato per soppressione di atto pubblico, mentre Massimiliano Davino e Raffaele Vitiello per millantato credito; Bernardo Tamburrino, invece, è indagato per falso in atto pubblico. L’indagine risale ad un paio di anni fa, ed è partita dalle segnalazioni di alcuni componenti del settore antiabusivismo edilizio del comando dei vigili urbani di Torre del Greco, a seguito di alcuni comportamenti illeciti che hanno destato molti sospetti tra gli addetti ai lavori. Le sei misure cautelari sono state emesse da gip presso il Tribunale di Torre Annunziata, mentre l’indagine è stata condotta dal procuratore aggiunto della città oplontina Raffaele Marino. I provvedimenti arrivano a distanza di cinque mesi dal ciclone che colpì il comune corallino, che portò all’arresto di 15 persone per l’inchiesta legata all’abusivismo edilizio.

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