Gragnano: lunedì assemblea pubblica “Si scrive Acqua, si legge Democrazia”

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Lunedì 21 marzo ore 18, presso la Biblioteca Comunale di Gragnano (via Sepolcri, 15) si terrà l’assemblea pubblica “Si scrive Acqua, si legge Democrazia”. interverranno: padre Alex Zanotelli, missionario comboniano; l’avv. Maurizio Montalto, autore del libro “L’acqua è di tutti” ediz. L’ancora; Roberto Valestra, comitato promotore campano 2Sì per l’Acqua Bene Comune; modera la giornalista Alessandra Staiano.

Oltre un milione e 400mila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media. Grazie a queste donne e questi uomini, a breve l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri. Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva. Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione. Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi. Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme. Il 26 marzo si terrà a Roma la manifestazione nazionale per la giornata mondiale dell’Acqua, a cui parteciperanno i tanti comitati locali che hanno costruito vertenze territoriali contro la mercificazione dei loro diritti. Anche quest’anno parteciperanno dai comuni del Sarnese Vesuviano i comitati che da anni denunciano la GORI SpA, ente gestore del Servizio Idrico Integrato dell’ATO3 Campania gestione oggetto di denunce da parte dei comitati per l’assoluta mancanza di trasparenza nell’affidamento del servizio da parte delle pubbliche amministrazioni, nella cessione a licitazione privata delle quote ai privati dal 2002 in poi, nelle assunzioni clientelari, nella lievitazione dei costi operativi e il successivo aumento indiscriminato delle tariffe. Questa privatizzazione oltre ad aver peggiorato il livello dei servizi (acqua al fluoro nei paesi vesuviani, assenza di depuratori, sversamenti illegali di acque reflue a Punta Gradelle-Meta di Sorrento) ha aumentato l’esposizione da parte degli stessi comuni nei confronti delle banche, circa 40 milioni di euro di debiti, nonché la minaccia di circa 80 licenziamenti che si aggiungono ai lavoratori già licenziati dalle ditte in sub-appalto come nel caso dell’Acqua Service Srl di Castellammare di Stabia

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