Mannish attitude

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Vestirsi rigorose, sobrie, mascoline .

Lo sapeva bene Coco Chanel : alle donne piace vestirsi à la garconne . E checché  ne dicano gli uomini, non è per scimmiottarli, per cercare di azzerare le diversità . Il piacere sottile che prova una signora ad andarsene a zonzo con un bel completo giacca e pantalone sta proprio nell’esatto opposto : ciò che per il maschio è disdicevole , la femmina se lo può concedere tutte le volte che le va . Perché , se è vero che Marc Jacobs appare ormai quasi sempre con addosso un curioso panta –kilt , per la stragrande maggioranza degli uomini la gonna resta un tabù .

Alle appassionate dello stile à la garconne che nemmeno in piena estate vogliono rinunciare al composto rigore di un’estetica liberamente ispirata al guardaroba di lui , ecco che anche l’estetica metropolitana per la nuova stagione sposa le linee rubate al menswear, da declinare nei toni del grigio e del ghiaccio . Soddisfando le esigenze della praticità senza rinunciare a un tocco di extra allure . Il tutto giocato sul contrasto boy vs girl .  Contrasto da sempre stilema fondamentale dello stilista giapponese Junya Watanabe , considerato il delfino di Rei Kawakubo , fondatrice e anima di Comme des Garcons . Avanguardia e linee destrutturate le parole chiavi  , come nella collezione primaverile dello scorso anno fatta di tailleur pantaloni maschili di shantung di seta ,  dall’appeal  decisamente femminile ,  grazie a  tagli ( strategici ) iperfascianti e punto vita segnato .

La “divisa maschile “ dimentica per un attimo l’accoppiata ( vincente ) blazer-pantalone e rinasce  anche come abito- giacca . Da completare con un leggero mini trench .

Da un po’ di tempo a questa parte piace a Stefano Pilati , direttore creativo di Yves Saint Laurent , definire una femminilità asciutta , essenziale , quasi mascolina . Erede evoluta e sicura di sé del look androgino e dirigenziale degli anni ’80 . Che lo stilista italiano riprese per la p/e 2009 , tenendo bene a mente gli insegnamenti di stile di Giorgio Armani , autorevole fautore , oggi come allora , del fortunato mix tra rigore e seduttività . Indossare i capi rivisitati del guardaroba da gentiluomo non significa affatto rinunciare a dolcezza , grazia e sex appeal . Ecco perché quando il blazer diventa robe manteau si concede l’audacia di uno spacco sul davanti . Mentre le classiche stringate da uomo guadagnano in tacco e open toe . Con la severità di un pantalone grigio smorzata dalle volute di stoffa di una camicia allacciata all’americana . Oppure , pescando nel  guardaroba della femminilità , osando con i tocchi romantici dello chiffon di una gonna decorata a grandi rose e di un sottogiacca a volants .

Alle sfilate di ” Milano Collezioni ” nell’ 84 sussurri e grida accolsero la “nuova donna androgina ” .  Con grande abbondanza di fogge mascoline , i grandi  stilisti fecero di tutto per cancellare ogni femminilità . Incominciando dalle teste piccole, acconciate in una barbieria , trucco invisibile , camicie dai colli piatti , pantaloni comodi , o tute informi , giacchini , giacche dalle spalle squadrate , paltoncioni lunghi dai revers non rivoltati , scarpe piatte e stringatissime . L’ispirazione ? Dritta dritta dall’America , portata addosso dalle stesse mannequins : da anni queste fanciulle-viaggiatrici , sia per comodità sia per reazione agli stili più o meno possibili ai quali devono sottostare , vanno correndo da un aereoporto all’altro , vestite d’istinto o indossando ciò che capita , frugando nel guardaroba di lui , così , con ( finta )  nonchalance.

Eterna gratitudine , soprattutto , a Madamoiselle , che agli inizi del Novecento , infischiandosene delle convenzioni , inventò abiti mascolini nell’imprinting e super intriganti una volta appoggiati al corpo delle sue clienti . Che così furono finalmente libere di muoversi senza l’oppressione dei busti . Di lanciare un messaggio forte e chiaro all’altra metà del cielo : non sono più la bambola da esibire come uno dei tanti simboli di potere maschile ; e , se voglio , posso anche vestirmi come voi . Il tempo passa , ma il messaggio , opportunamente riveduto e corretto , resta .

M.Chiara D’Apolito

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