Pompei: ampliamenti e ristrutturazioni. Auchan/SuperPlastik due facce, una medaglia

421

 

 

Il Centro Commerciale Auchan di Pompei sarà ampliato. In progetto alcune nuove aree e una riorganizzazione dell’intero complesso. Già progettata una nuova struttura, nuovi percorsi che attraverseranno la nuova galleria commerciale. E tanti nuovi posti di lavoro. Almeno così annunciato e promesso dal colosso commerciale.

A rispondere positivamente amministrazione comunale pompeiana che, come più volte sottolineato, mette tutta la volontà politica al servizio dello sviluppo delle attività produttive. Pompei non dovrà, quindi, vivere di solo turismo. Quanto dichiarato dalla politica pompeiana trova come primo riscontro i lavori di riqualificazione dell’area industriale dell’ex cartiera.

Ed è proprio in questo segno che il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale della città mariana, l’ingegner Andrea Nunziata, ha convocato, con data di protocollo 14 febbraio 2011, una conferenza dei servizi preliminare per il 28 aprile 2011. L’oggetto dell’invito inviato a tutti i protagonisti principali dell’incontro del prossimo fine aprile recita: “Progetto di ampliamento e riqualificazione del Complesso commerciale Auchan S.S. 145 n.3 in variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica…”

Un ampliamento, quello del centro commerciale in località Pontenuovo, che quindi richiederà non solo una variante al PRG comunale, ma anche al Piano Territoriale Paesistico e al SIAD.

La riunione che si terrà a Palazzo De Fusco avrà il principale compito di verificare quali siano le condizioni per ottenere i necessari atti di consenso delle amministrazioni competenti per procedere al relativo intervento di ampliamento. Ad essere stati invitati alla conferenza, oltre alla MARE Costruzioni, azienda che dovrà realizzare il progetto nonché proprietaria dei suoli, anche la Regione Campania, la Provincia di Napoli, la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici ed Ambientali, la soprintendenza ai Beni Archeologici e ancora l’ARFI, le Autostrade Meridionali, la TERNA, l’ENEL ed il Comune di Torre Annunziata.

Essenziale per la realizzazione del progetto consegnato all’Ufficio Tecnico comunale la variante allo strumento urbanistico in quanto la maggior parte dell’area d’intervento ricade in una zona a denominazione agricola (E1) del PRG in vigore dal 1981, mentre altre porzioni del suolo che ospiterà il nuovo Auchan ricadono in zona di rispetto ferroviario e stradale trovandosi l’area a ridosso della linea ferroviaria Napoli-Salerno e dello svincolo autostradale della Napoli-Pompei-Salerno. I suoli su cui si dovrà intervenire, stando al progetto, sono sottoposti a vincolo paesaggistico ambientale, nonché interessati da vincolo archeologico. L’intera area è inclusa nella perimetrazione del PTP approvato nel 2002 ed è inserita tra le zone a rischio vulcanico ed infine, ricade nel territorio di competenza dell’Autorità di Bacino del Sarno.

Tutta l’area di Pontenuovo sarà interessata dall’intervento. Oltre agli interventi ad alcuni elettrodotti che interferirebbero con il progetto Auchan, alcune modifiche saranno apportate anche al sistema della viabilità con due rotatorie. La prima sulla statale 145 in sostituzione e modifica di quella esistente. L’altra sarà nel territorio del comune di Torre Annunziata e sarà in asse con via Vigna S.Antonio e consentirà l’accesso al complesso commerciale dal nuovo ingresso a monte che porterà direttamente nella parte in ampliamento.

L’intero progetto una volta realizzato dovrebbe portare l’ipermercato dai circa 50mila metri quadrati a quasi 91mila, annessi e connessi compresi.

L’incartamento è lungo e dettagliato. Ricco di note e specifiche atte a rendere quanto più chiaro possibile l’intento dei costruttori e dei richiedenti l’autorizzazione. Noi l’abbiamo sfogliato con discreta attenzione e ad un certo punto alcune frasi sono risuonate familiari. “Su alcune particelle… insistono dei manufatti edilizi di cui il progetto ne prevede la totale demolizione”. Questa dicitura l’abbiamo già sentita. Ma non finisce qui. Continuando a scorrere il documento, qualche riga dopo leggiamo che su uno dei suoli oggetto dei lavori “insiste un manufatto edilizio realizzato in assenza di permesso a costruire”. Ancora un rigo e viene dichiarato che su un altro terreno “è presente un corpo di fabbrica in lamiera realizzato in assenza di permesso a costruire ed oggetto di condono edilizio…”

Ora ne siamo proprio certi, le frasi appena lette le conosciamo già, ma erano in un altro progetto. Nelle ultime settimane il nostro settimanale ha fermato la sua attenzione e riportato l’evoluzione dei fatti di un’altra realtà produttiva protagonista di una già celebrata Conferenza dei Servizi: la SuperPlastik di via Casone.

In verità la fabbrica della plastica, dell’imprenditore Carmine Schettino, realtà industriale con quarant’anni di storia, successi e lavoro pur vedendo chiudersi positivamente la Conferenza dei Servizi a lei dedicata circa un anno fa, a tutt’oggi si vede ferma al palo per la mancata approvazione in consiglio comunale del progetto di rimodulazione dell’intero opificio. Ad ostacolare l’ultimo, necessario passaggio che avrebbe portato all’inizio dei lavori, proprio una opposizione fatta in base alla presenza di un manufatto privo di licenza a costruire e oggetto di condono edilizio. Anche nel caso della SuperPlastik la proprietà si era impegnata alla demolizione del fabbricato.

Ora, vista la sorprendente analogia tra i due progetti, SuperPlastik-Auchan, ci torna difficile da comprendere il duplice comportamento del responsabile dell’Ufficio Tecnico che, mentre da una parte continua a tenere fermi i lavori, dall’altra, pur conoscendo la medesima situazione ripresentatasi nel progetto Auchan, convoca una Conferenza dei Servizi. Comprendiamo benissimo che la sola convocazione del 28 aprile non vuol dire autorizzazione per il centro commerciale, ma quantomeno la conferenza si aprirà con i peggiori auspici. Insomma, delle due, una. O il problema si ripresenterà anche per il progetto della MARE Costruzioni e quindi nessun ampliamento in vista, o via libera anche alla fabbrica di Schettino che dà lavoro a circa trenta famiglie. Certo le assunzioni promesse dai vertici Auchan sono in numero largamente superiore a quanto potrà offrire lo stabilimento di via Casone, ma il diritto di chi chiede, sicuramente, non sarà valutato in base a questi parametri. Di sicuro seguiremo le prossime vicende e riporteremo quanto accadrà, speriamo di dover scrivere poco, speriamo di poter scrivere che su tutto possa trionfare il bene, la prosperità e lo sviluppo di Pompei, tutta.

Gennaro Cirillo

 

Lascia una risposta