Novanta alloggi sequestrati nel salernitano

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La guardia di finanza ha condotto un’operazione di grandissima importanza tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Al centro della campagna delle fiamme gialle il sequestro di circa novanta alloggi a Campagna. Inoltre i finanzieri hanno bloccato l’erogazione di cinque milioni di euro della regione e sequestrato 426mila euro delle società appaltatrici. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica. L’ordinanza ha riguardato tre società appaltatrici raggruppate in un’azienda temporanea di imprese che nel comune di Campagna avevano ricevuto l’appalto per la costruzione di novanta alloggi da destinare alle vittime del terremoto del 1980. Importante è stato anche il lavoro della Procura che ha condotto una accurata perizia sui manufatti dove è stata appurata una grave carenza della struttura e della difformità rispetto a quanto era stato stabilito nel progetto. Soltanto in seguito si è giunti al blocco del cantiere ed al sequestro delle quattro palazzine. La perizia avviata così scrupolosamente da parte della procura della repubblica avrebbe segnalato una fatiscenza della struttura per la cattiva qualità e tenuta materiale del calcestruzzo e del ferro utilizzato nelle costruzioni.  Tuttavia l’attività della Procura della Repubblica non si è ridotta solo a questo. Infatti oltre al sequestro dell’area e delle palazzine sono state bloccate le disponibilità attive riconducibili alle tre società di costruzioni, poiché avevano tra di loro costituito l’associazione temporanea di imprese allo scopo di aumentare il proprio punteggio per poi scalare molto agevolmente la graduatoria per l’assegnazione degli appalti. Per questi motivi elencati grava sul direttori dei lavori e sui tre titolari delle società il reato di truffa consumata ai danni dell’ente appaltatore. La pena prevista per questo tipo di reato nei casi più gravi è quella di reclusione fino a tre anni e con multa da  51mila a 1302 euro. Oltre questa indagini c’è un’altra accusa mossa invece contro il legale rappresentante delle società. Per lui è attualmente in corso un’indagine per estorsione ai danni degli operai che nel corso dei lavori della struttura avevano più volte evidenziato la pericolosità ed i rischi della struttura in merito al calcestruzzo ed agli altri materiali utilizzati in modo non legittimo.

Aniello Danilo Memoli

 

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