Regione: Bassolino, Iervolino e Pansa a processo sui rifiuti

Derattizzazioni, interventi anti-randagi, getti di calce sulle distese di rifiuti urbani; o transenne, piazzole d’emergenza nei pressi di ospedali, scuole, presidi sanitari; o ancora avvertimenti pubblici alla cittadinanza, tanto per scongiurare i pericoli più evidenti. Questo avrebbero dovuto fare e non hanno fatto, secondo la Procura di Napoli, 20 dei 36 sindaci, commissari o funzionari pubblici coinvolti nell’inchiesta sull’emergenza rifiuti del 2008. Per loro la Procura chiede il rinvio a giudizio, l’accusa è epidemia colposa e omissioni in atti d’ufficio. Prossima l’archiviazione, dunque, per gli altri sedici indagati, che hanno evidentemente dimostrato di aver fatto qualcosa a tutela della cittadinanza. C’è una perizia collegiale al centro dell’inchiesta condotta dal pm Francesco Curcio e dal capo del pool mani pulite napoletano Francesco Greco. Epidemiologi, specialisti di malattie virali confermano un dato su tutti: il picco di malattie virali, ma anche di allergie o handicap respiratori, c’è stato proprio nel corso del momento più acuto dell’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. Venti richieste di processo, dunque: tra i nomi spiccano il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, l’ex governatore della Campania Antonio Bassolino, e l’ex commissario all’emergenza rifiuti e prefetto di Napoli Alessandro Pansa. «C’è stato l’incremento esponenziale di patologie gastrointestinali e cutanee che si diffondevano rapidamente e collettivamente, con carattere di tipo epidemico, attraverso la diffusione di germi patogeni», scrivono i pm. Oltre alla perizia collegiale, c’è ancora un altro riscontro: l’acquisto di medicinali negli oltre trenta comuni sotto attenzione: amuchina, ma anche antistaminici, farmaci antivirus. Non una psicosi collettiva, ma misure cautelative necessarie a giudicare da certificati medici e ricettari acquisiti. Secondo i magistrati napoletani, nei casi di rinvio a giudizio «nessun presidio sanitario, nessuna iniziativa sono stati adottati; niente disinfestazione, né interventi in grado di arginare i contraccolpi delle tonnellate di spazzatura rimaste per giorni a terra». Chi invece ha gettato calce, chi ha transennato aree nei pressi di scuole e ospedali qualcosa ha ottenuto, quantomeno nel limitare i danni. Le valutazioni della Procura partenopea attendono ora l’esame in aula del giudice, intanto «Noiconsumatori» dell’avvocato Angelo Pisani si dice pronta a costituirsi parte civile.

Antonio Averaimo

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