Portici, il ristorante “Ciro a Mare” sarà “aperto per la legalità”

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“Aperto per la legalità”. Sarà questo lo striscione che sarà affisso all’apertura del ristorante “Ciro a Mare” di Portici, semidistrutto  nella notte tra il 4 e il 5 gennaio del 2009 un attentato incendiario riconducibile al racket. I titolari, i cugini Rossi, avevano deciso di chiudere i battenti, nonostante la vicinanza di una complessa rete per la legalità e l’intervento dell’amministrazione comunale. La decisione è mutata poi per la convinzione dell’importanza di dire no alla camorra, e quindi a pochi mesi dall’avvio della stagione estiva, i lavori per la ristrutturazione della struttura antistante la spiaggia “Le Mortelle”. Ieri, a visitare il cantiere, è intervenuto il commissario regionale antiracket e antiusura Franco Malvano, accolto dal sindaco Enzo Cuomo, dal presidente dell’associazione antiracket di Portici Sergio Vigilante e dai titolari Raffaele e Massimo Rossi. “L’impegno maturato – dichiara il senatore Malvano – nel campo dell’associazionismo per l’antiusura, è emerso grazie ad un’esperienza nell’antiracket e una continua formazione e attenzione a quello che accade. Al giorno d’oggi le leggi e le associazioni permettono un continuo confronto e dialogo con le vittime dell’usura. Sta venendo fuori una rete associativa e sinergia con le forze dell’ordine che fa ben sperare. I cugini Rossi hanno beneficiato di un anticipo grazie al fondo per le vittime dell’usura e ora stiamo provvedendo per l’erogazione della somma definitiva”. I lavori di ristrutturazione sono ancora lunghi, e probabilmente la riapertura sarà posticipata rispetto alla stagione estiva. I tre piani dello storico ristorante che sarà restituito alla città, ospiteranno rispettivamente un bar-ristorante, una pizzeria e un solarium. I lavori giungono grazie alla concessione edilizia del Comune, a seguito dell’ok della Soprintendenza ai Beni Ambientali. Soddisfazione espressa anche dal presidente dell’associazione antiracket Sergio Vigilante: ” Il rifiuto dei cugini Rossi di piegarsi al racket sono un esempio per tutti che bisogna proseguire e non arrendersi. E’ un vero e proprio presidio della legalità che viene restituito alla città ed è la prova che si può vincere, ma non bisogna mai abbassare l’attenzione. Con la mia associazione stiamo proseguendo nelle nostre lotte come quella dei coniugi Orsino di San Sebastiano. I ringraziamenti arrivano anche dai titolari: “al termine dei lavori – ha detto Raffaele Rossi –   apporremo il lenzuolo con su scritto “Aperto per la legalità” nel giorno della inaugurazione. Vogliamo ringraziare quanti ci sono stati vicini e in primo luogo il sindaco Vincenzo Cuomo e l’amministrazione, la prefettura, Luigi Cuomo coordinatore regionale della rete per la legalità’.

Veronica Mosca

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