Svanisce il sogno Scudetto: il Napoli cede 1-2 all’Udinese tra gli applausi del San Paolo

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Il Napoli si allontana dal sogno Scudetto tra gli applausi dei suoi tifosi. A piegare le ambizioni dei partenopei, ironia della sorte, ci hanno pensato il probabile futuro azzurro Gokhan Inler che dopo il gol non esulta, e l’ex di turno German Denis. L’Udinese, squadra brava e fortunata, passa al San Paolo 1-2, anche perché Cavani si fa parare un rigore da Handanovic dopo essere stato distratto da Armero (gli sposta il pallone dal dischetto), Maggio coglie in pieno una traversa con un gran colpo di testa, Lavezzi sciupa un paio di buone occasioni, mentre l’unica rete per gli azzurri è stata messa a segno da Mascara allo scadere.

Udinese vittima sacrificale? Con Di Natale e Sanchez out, ovvero con oltre il 50% del potenziale friulano disinnescato, e di fronte alla fame di scudetto del Napoli, sono in pochi a credere che la squadra di Guidolin possa rappresentare un ostacolo insormontabile. Di sicuro non ci crede nessuno dei 60mila spettatori presenti al “San Paolo”. Solo il Milan spera che la rincorsa alla Champions League sia una motivazione sufficiente per spingere i bianconeri all’impresa. Il clima, naturalmente, è quello delle grandi occasioni, ma a far calare il gelo e il silenzio sullo stadio sono i primi minuti di gioco. Che, a sorpresa, vedono gli ospiti sfiorare il vantaggio in due occasioni. La prima, clamorosa, è costruita da Denis e ci vuole un miracolo di De Santcis per respingere il tiro a botta sicura dell’ex azzurro. La seconda vede partire in contropiede Pinzi, che viene fermato solo all’ultimo secondo. Due brividi che svegliano il Napoli, ma Cavani è prima impreciso e poi sfortunato con le sue conclusioni.

Il fatto è che il Napoli si scopre troppo mantenendo una difesa troppo alta a centrocampo nel tentativo di sbloccare il risultato e l’Udinese non si fa pregare nel ripartire a razzo con un Pinzi particolarmente ispirato. Gli spalti si rianimano per un contrasto in area Cavani-Handanovic e la contemporanea simulazione di Yebda, che cerca un rigore inesistente. Tagliavento risolve tutto fischiando un fallo contro l’uruguaiano. Così, prima dell’ingresso negli spogliatoi (dove Isla rientra con una distorsione a una caviglia che lo costringe a lasciare il campo prima del tempo) ci si scalda solo per un grande intervento di Handanovic sulla deviazione sottoporta di Lavezzi, entrato in scivolata con Benatia, dopo un traversone di Cavani.

Quando si torna a giocare il Napoli è a -5 dalla vetta. La pressione aumenta e col passare dei minuti i Mazzarri’s boys premono maggiormente sull’acceleratore, ma la porta di Handanovic resta invalicabile. Poi, succede quello che non ti aspetti. L’Udinese se ne infischia di tutto e tutti e nel giro di sette minuti colpisce due volte: prima con un capolavoro balistico di Inler leggermente deviato da Cannavaro, poi con un imparabile stop e destro a volo di Denis. Gli azzurri sono in ginocchio e questa volta pare che il miracolo non debba avverarsi, nonostante nella mischia vengano gettati Gargano prima e Mascara e Lucarelli poi. Lo dice la traversa centrata di testa da Maggio alla mezzora, lo conferma il rigore (con espulsione di Domizzi per doppio giallo e fallo su Lucarelli) fallito da Cavani allo scadere. Il gol di Mascara in pieno recupero serve solo per dare 60″ di una speranza che non si trasforma in realtà. E dopo quasi sei mesi si riassapora l’amaro di una sconfitta casalinga (l’ultima il 25 ottobre proprio col Milan).

E’ forse la fine del sogno scudetto, ma nonostante il nervosismo in campo, dagli spalti piovono applausi per una stagione che resterà comunque nella storia del Napoli. E’ il giusto tributo a una squadra che merita solo complimenti. Come l’Udinese, che con questa vittoria resta in corsa per la Champions League e mette nei guai anche l’Inter. I Partenopei da ora in avanti dovranno cancellare la parola scudetto e pensare solo alla Champions per non perdere il secondo posto, poi chissà il calcio ci ha abituati a grandi miracoli calcistici, e forse a fine stagione potrebbe esserci ancora la speranza di festeggiare qualcosa di più della qualificazione Champions.

Cosimo Silva

 

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