Castellammare, la Dda acquisisce gli atti delle Antiche Terme di Stabia

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Ristrutturazione delle Antiche Terme di Stabia: gli atti riguardanti la gara d’appalto sono stati acquisiti dalla polizia di stato su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Nel mirino dei pm i lavori di restauro dell’edificio di piazzale Amendola: l’iniziativa della Dda partenopea potrebbe essere stata effettuata nell’ambito di un nuovo filone d’indagine, di cui è titolare Claudio Siragusa, sull’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino, ucciso il 3 febbraio 2009 da un commando di killer legati al clan camorristico dei D’Alessandro. Filone d’indagine «nuovo» (anche se pare direttamente collegato all’inchiesta che nel luglio 2010 portò all’arresto dell’imprenditrice Olga Acanfora) in quanto le Antiche Terme fino a questo momento non erano rientrate «ufficialmente» nel mirino della Dda, a differenza del complesso delle Nuove Terme di Stabia, il cui tentativo di privatizzazione fu bloccato per diverse irregolarità dalla commissione d’accesso prefettizia inviata al Comune. Gli agenti del commissariato di polizia, agli ordini del primo dirigente Andrea Curtale e del vicequestore Stefania Grasso, hanno quindi proceduto ad acquisire gli atti in forma originale presso il settore Urbanistico del Municipio. L’obiettivo è quello di effettuare un accertamento sulle ditte che hanno partecipato alla gara, bandita nel dicembre del 2005, per l’aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione del complesso delle Antiche Terme di Stabia. I lavori per dare nuovo lustro alla vecchia struttura del centro antico sono partiti nel 2007 e soltanto nei prossimi mesi ne è prevista la conclusione. L’impresa appaltatrice è la «Brancaccio Costruzioni» di Napoli con in subappalto la «Ditta Amita Vincenzo» di Castellammare. In particolare si tratta, come recita il cartello affisso sull’impalcatura di piazzale Amendola, di interventi per il «restauro e consolidamento dell’edificio e degli impianti, del sistema di captazione e distribuzione delle acque, del parco e relative pertinenze del complesso termale delle Antiche Terme». L’opera è stata finanziata dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), dalla Regione Campania e dal Comune di Castellammare, e cofinanziata dai fondi «Fas» nell’ambito dell’Accordo Programma Quadro (Apq) per lo sviluppo locale, per un totale di circa 12 milioni di euro. L’Antimafia vuole quindi vederci chiaro anche su questa gara, il cui ente appaltante risulta essere il V Settore Urbanistica. Ombre sulla gestione delle società partecipate e possibili connivenze tra camorra e Terme erano già emerse nell’ambito della relazione della commissione d’accesso presso il Comune di Castellammare e nei verbali di alcuni collaboratori di giustizia inseriti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’imprenditrice Olga Acanfora. La società termale, inoltre, sarebbe al centro anche di un’altra inchiesta, tant’è che nel giugno 2010 i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna acquisirono alcuni atti presso lo stabilimento del Solaro.

Francesco Ferrigno

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