Dimensione Civica: “Solleciti di pagamento della depurazione, chiederemo i danni alla Gori”

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«Citeremo in giudizio la Gori e chiederemo anche i danni». Queste sono le pesanti dichiarazioni di Terenzio Morgone, coordinatore dell’associazione Dimensione Civica, visto che gli utenti dell’area dei Lattari si sono trovati di nuovo a che fare con disagi. In centinaia hanno già ricevuto, via raccomandata, dei solleciti di pagamento per non aver versato la quota di depurazione. Una questione che, però, cozza con la sentenza di Corte Costituzionale n°335 dell’11/10/2008 che stabilisce la «non debenza del tributo in mancanza o non uso del depuratore». Nei solleciti, che alcuni cittadini hanno già consegnato nelle mani degli operatori dell’associazione di tutela dell’utente, la Gori chiede espressamente il pagamento della depurazione. Si tratta di somme di denaro che in alcuni casi non superano nemmeno i 40 euro. Se tale pagamento non viene effettuato entro  30 giorni, la società di gestione delle risorse idriche minaccia il distacco dell’utenza. Ma la cosa curiosa è che la Gori in questi solleciti evidenzia che tali somme sono state gia sgravate della somma di depurazione. Insomma, potrebbe essere partita la nuova ondata di “bollette pazze” che mandano in tilt la cittadinanza, soprattutto in un periodo di profonda crisi economica come quello attuale.

«Ci troviamo in una situazione assurda – spiega Morgone – perché nei mesi scorsi, i cittadini si sono recati allo sportello Gori di via Castellammare, a Gragnano, dove hanno fatto visionare i parziali pagamenti agli addetti, dopo aver stornato la quota di depurazione. Gli addetti, naturalmente, hanno risposto che il pagamento della depurazione non era dovuto in quanto vi era la sentenza di Corte Costituzionale che ne dichiarava inammissibile la richiesta. Pertanto, ora è assurdo che la Gori richieda il pagamento della quota di depurazione, nonostante esista una sentenza inappellabile che dichiara inammissibile la richiesta di depurazione ove il depuratore non sia funzionante o sia assente. Inoltre, a tutt’oggi la Gori non ha ancora comunicato la sentenza agli utenti che hanno pagato regolarmente la quota di depurazione». Infatti, nel caso in cui esista una sentenza di questo tipo, la società che gestisce il servizio, a norma di legge, è tenuta a comunicarlo ai propri clienti.

Per questo motivo «citeremo in giudizio la Gori – assicura Terenzio Morgone – chiedendo anche i danni, perché è inaccettabile che una società possa minacciare di staccare l’utenza ad un cittadino che risulta in mora di poco più di 30 euro, soprattutto perché si tratta di soldi che non devono nemmeno essere versati poiché legati ad una sentenza di Corte Costituzionale».

 

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