Foulard dalla testa ai piedi

1959

Atmosfere anni ’90 da Moschino , stile Grace Kelly da Ferragamo, una hippie dal coté futurista per Rochas . Minimo comune denominatore: il foulard , che diventa accessorio immancabile.


In una scena di “Vieni a vivere con me ” , film del 1941 , Hedy Lamarr spiega a James Stewart come coprirsi il capo con un foulard , da vera diva .

Anche gli stilisti con le collezioni di stagione hanno dimostrato i tanti modi di portare – e reinventare – il foulard.

Mood bucolico per il foulard/fazzoletto D&G : stampa vichy per un effetto picnic da dosare ( e scongiurare) -ok di giorno per un week end in campagna; vietatissimo by night .

Foulard portato come un chador , da fermare con una spilla sul davanti e infilando una catenina – facendola spuntare strategicamente-  per un twist glam rock assicurato .

Avvolgente come un turbante , per un twist etnico , scegliendo misure extra size – 70 cm di lato -per poi piegare a triangolo appoggiando alla fronte il lato diagonale e  incrociare dietro la nuca i due lembi di tessuto per poi annodarli sopra  .

Maxi size anche per lady Gaga che abbina una fantasia a 8 bit di un modello kefiah  ad un completo in pelle very very sexy – trash – e occhialini tondi Mikey Mouse inspiration .

Per tenere in ordine chiome ribelli – e  infuocate –  lo stile da copiare è quello proposto da Rihanna : foulard a pois con fiocchetto stile Minnie , da ripiegare più volte per poi posizionarlo sulla nuca allacciandolo con un fiocco.

Pois anche sulla passerella Moschino: mood Sixties con turbanti e foulard/fascia ,da ricreare con due scampoli di tessuto a pois- uno decisamente più lungo da ripiegare in due con le estremità cucite , l’altro semplicemete decorativo posizionato verticalmete .

Si scende di un decennio ed ecco che il mood Fifties viene riprodotto sulla passerella di Jeremy Scot : foulard micro , annodato sotto il mento , abbinato al tocco super glam di occhiali  da vera vamp,  reggiseni e mini in pelle .

Ricordate : via libera al pattern clashing , ovvero l’accostamento di stampe diverse  tra loro , apparentemente incompatibili; ma anche al monoprint: molte , infatti, le proposte di stagione che puntano sull’omogeneità con stampe abbinate alla tinta unita , o a una sola fantasia per il total look .

Osa , inventa , trasforma . Usalo come un vezzo , ma anche come charm o tracolla per la borsa , per rinnovare un paio di sandali che si intrecciano sulle caviglie – fermarlo alla base del tallone di un modello zeppa  con delle borchie ; oppure incollare le estremità sotto la suola di  un modello con il tacco – o come top e cocktail dress : sempre piegato ad arte, con un pizzico di creatività .

M.Chiara D’Apolito

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