Il meraviglioso olio d’oliva

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L’ olio di oliva è il frutto di un sempre verde e si ricava dalla spremitura delle olive. La prima fase della produzione dell’olio di oliva è la frangitura, con cui le olive vengono macinate in un frantoio. La frangitura produce una pasta che viene messa sotto presse idrauliche per estrarne il succo. In effetti l’olio di oliva è un miscuglio di acqua e olio. Dopo che l’olio è stato separato dall’acqua, viene classificato, immagazzinato e imbottigliato per il consumo. Sin dall’antichità l’olio di oliva, oltre ad essere un importante alimento è stato usato anche per altri impieghi. Ad esempio in Egitto veniva usato come lubrificante per spostare materiali da costruzione pesanti, invece in Medio Oriente il prodotto delle olive veniva usato come cosmetico e combustibile.Oggi come nell’antichità l’olio di oliva viene usato in diversi modi, ma il maggior utilizzo è quello alimentare. In Europa e nel Medio Oriente la sua popolarità non ha paragoni, mentre negli ultimi anni la domanda di olio di oliva è aumentata anche negli altri paesi del mondo. Secondo il Consumer Reports, negli Stati Uniti la produzione di olio di oliva è più che raddoppiata: una delle ragione pare proprio sia il fatto che quest’olio contenga molta vitamina E. Molti esperti raccomandano un’alimentazione contente l’olio di oliva. Infatti pare proprio che in esso ci sia un alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi che secondo alcuni studi potrebbero giovare al cuore senza avere effetti collaterali sfavorevoli. Secondo altri studi l’olio di oliva potrebbe far abbassare la pressione sanguigna e ridurre i livello di zucchero nel sangue.Gli oli d’oliva non hanno tutti lo stesso sapore. C’e un’ampia varietà di sapori, colori e aromi naturali. Gli intenditori classificano, di solito, il sapore dell’ olio di oliva in: blando (delicato, leggero o “burroso”), semi fruttato (più forte, con più sapore di oliva), e fruttato (avente tutto il sapore dell’oliva). L’olio di oliva può essere classificato in:- Olio d’oliva extravergine. L’olio d’oliva di migliore qualità. Ottenuto spremendo olive di ottima qualità senza l’uso di solventi. Si dice spesso che è “pressato a freddo” perché viene estratto a temperatura ambiente. Ha un bassissimo contenuto di acido oleico libero. Questo acido grasso può danneggiare il sapore dell’olio d’oliva. L’olio extravergine offre la più ampia gamma di sapori e aromi.- Olio d’oliva vergine. Ricavato nello stesso modo dell’olio extravergine, ma ha un contenuto più elevato di acido oleico libero.- Olio d’oliva. Parte dell’olio “pressato a freddo” è ritenuto non adatto al consumo per la sua acidità o per il sapore, il colore o l’odore non gradevoli. I fabbricanti raffinano questo tipo di olio con l’uso di solventi, che vengono poi separati mediante il calore. Come risultato si ha un olio quasi incolore e insapore. Questo olio viene quindi miscelato con olio d’oliva vergine di qualità. In precedenza era venduto come “olio d’oliva puro”, ma dal 1991 questa denominazione non si usa più. Ora viene chiamato semplicemente “olio d’oliva”.- Olio di sansa d’oliva. La sansa è ciò che rimane dopo che l’olio e l’acqua sono stati separati dalla pasta di olive con operazioni meccaniche e fisiche. Con l’uso di solventi si può ricavare dalla sansa altro olio. Questo olio viene poi raffinato e miscelato con l’olio d’oliva vergine, di qualità superiore.- Olio d’oliva leggero. Non è una classe di olio. È semplicemente olio d’oliva raffinato che è stato miscelato con quantità minori di olio d’oliva vergine. Il termine “leggero” non ha niente a che vedere con il grasso. L’ Italia è il secondo produttore di olio d’oliva in Europa e nel mondo, con una produzione nazionale media di oltre 6 milioni di quintali, due terzi dei quali è extravergine. Per le caratteristiche della pianta, che necessita di un clima mite, la coltivazione dell’olivo in Italia è molto diffusa nelle regioni del Centro (19%) e del Sud (79%), mentre al Nord la produzione è più limitata (2%), ma in aumento, soprattutto in alcune zone come la Liguria o nelle zone collinari vicino al Lago di Garda. Le piante in produzione sono circa 170 milioni e le aziende agricole che si occupano di olivicoltura sono più di 1.000.000, pertanto le superfici medie coltivate sono quindi nell’ordine di 1 ettaro circa.

Giovanna Miranda

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