Terme di Stabia: proteste, tensioni e polemiche

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Proteste, tensioni e polemiche. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato gli ultimi sei giorni dei lavoratori delle Terme di Stabia. Lo stabilimento del Solaro è in emergenza già da parecchio tempo ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è giunta sabato scorso quando i termali sono venuti a conoscenza del provvedimento preso dal direttore generale, Francesco Paolo Ventriglia, che ha aumentato le ore di lavoro a soli 8 dipendenti dell’azienda termale. E’ scattata subito la polemica e i lavoratori hanno sospeso il servizio per chiedere lumi sul provvedimento di Ventriglia. Il dg si è difeso dicendo che l’aumento delle ore di lavoro per gli 8 dipendenti faceva parte di un riassetto della pianta organica ratificato al consiglio d’amministrazione, con a capo il presidente Lino Dello Ioio, da cui non ha ricevuto nessuna risposta. Ventriglia però è stato smentito dallo stesso Dello Ioio che ha dichiarato di non saperne nulla e così come lui anche l’intero cda delle Terme. La notizia, oltre a far emergere la rabbia dei lavoratori termali che attendono gli stipendi delle ultime sei mensilità, ha fatto scattare la reazione del mondo politico stabiese: Froza del Sud, Udc e i partiti di opposizione hanno fortemente criticato il provvedimento di Ventriglia sia per i modi sia per i tempi con cui è stato messo in atto. L’accusa che è stata mossa dal centrosinistra stabiese e in maniera più velata da alcuni partiti di maggioranza è quella di clientelismo politico. Infatti tra gli 8 dipendenti ‘promossi’ oltre ad esservi Felice Celoro, rappresentante sindacale Fisascat-Cisl delle Terme, vi è la madre del consigliere comunale del Pdl, Antonio Carrillo. Il primo cittadino Bobbio ha cercato di smorzare i toni della polemica dichiarando che alle Terme “c’è la necessità di una maggiore cooperazione tra cda e direttore generale”. Parole che a nulla sono servite, ormai il polverone delle critiche e delle accuse si è già alzato ai livelli di guardia. I dipendenti termali decidono di protestare: martedì, mercoledì e giovedì scorso dopo aver svolto il loro turno di lavoro sono scesi in strada, bloccando la circolazione stradale prima al viale delle Terme e poi all’incrocio di viale delle Puglie, a manifestare per il diritto a ricevere le 6 mensilità arretrate. A sostenere la loro battaglia sono stati anche i lavoratori dello stabilimento Fincantieri che per solidarietà nei confronti dei termali sono scesi in strada al loro fianco. Chiedono aiuto al sindaco Bobbio perché ormai la situazione è insostenibile, la loro vertenza non può più attendere. Promettono che la loro protesta andrà avanti ad oltranza fino a quando non riceveranno gli stipendi. “Siamo stati in silenzio per tanto tempo, anche perché l’amministrazione comunale era impegnata con l’emergenza Fincantieri, ma ora è giunto il nostro turno. Ci devono dire cosa intendono fare delle Terme e soprattutto vogliamo i nostri stipendi”. E’ questa la richiesta di aiuto dei lavoratori dello stabilimento del Solaro che versa in una situazione gravissima: il debito in bilancio è di tre milioni e mezzo di euro, è necessario il riassetto della pianta organica e la regolarizzazione della posizione dei lavoratori stagionali la cui maggioranza non riesce a raggiungere la quota di ore lavorative necessarie per ricevere il sostegno della disoccupazione ordinaria, inoltre manca la presentazione del piano industriale che almeno per quest’anno sembra saltato. Un mix di problemi che i dipendenti termali non sono più disposti a sostenere. Tornando al polverone innalzatosi dopo il provvedimento di Ventriglia, i partiti di opposizione, Pd, Sel e Idv, hanno tenuto una conferenza stampa dove hanno aggiunto alle accuse di clientelismo la richiesta di dimissioni di tutto il Cda e del dg per incapacità gestionale. Però dal loro canto gli 8 dipendenti ‘promossi’ non ci stanno e replicano colpo su colpo alle accuse mosse dal centrosinistra stabiese e dal rappresentante sindacale Cgil, Filippo Criscuolo. “L’aumento delle ore lavorative assegnatoci dal dg Ventriglia è un atto dovuto perché siamo precari da oltre 20 anni e con le attuali ore di lavoro non riusciamo a raggiungere la quota per ricevere la disoccupazione ordinaria. Ventriglia ha spalmato a nostro favore le ore di lavoro di altri dipendenti che sono andanti in pensione – è questa la difesa degli 8 dipendenti finiti nel mirino della critica- Quanto agli esponenti politici di centrosinistra possiamo dire che è solo colpa loro se le Terme sono in questa situazione perché hanno dimenticato i loro vani tentativi di privatizzazione dell’ente e i larghi compensi assegnati a manager e dirigenti. Quanto a Criscuolo, lavora da anni contemporaneamente alle Terme e in altre strutture private pur avendo un contratto di lavoro full-time senza che nessuno dica niente. Per lo stesso comportamento infedele furono licenziati nel 2008 tre lavoratori”.

Raffaele Cava

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