Volla, il Puc in dirittura d’arrivo. Ricci: calcoli errati in Provincia

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Dopo diversi lustri Volla ha un Piano Urbanistico Comunale nuovo di zecca. Conclusasi venerdì scorso la conferenza dei servizi aperta dagli uffici provinciali per dare compimento a tutto l’iter progettuale e burocratico del Puc, il piano tornerà in consiglio comunale subito dopo l’ultimo passaggio sovracomunale in giunta provinciale, entro pochi giorni. La più grande sfida, vinta per il bene della città. Così ne parla la maggioranza di centrodestra che amministra da quattro anni Volla. Una vittoria a metà, se non una vera bocciatura, invece, per le opposizioni. Queste ultime non esattamente definite nell’arco costituzionale e comprendenti anche forze che nei mesi scorsi hanno votato favorevolmente il progetto dell’ing. Ferrigni, redattore del Piano.Il perché di questa, potremmo definirla “istituzionale”, doppia visione della cosa è da riscontrare nel fatto che dal tavolo provinciale, il Puc vollese esce con le stimmate di un piano “sovradimensionato” per all’edilizia privata. Per i tecnici comunali e per il progettista la crescita prevista per i prossimi anni sarebbe stata di circa 2200 nuove abitazioni; per il dr. Ariete, dirigente della Direzione urbanistica provinciale le nuove abitazioni dovranno essere solo 1200.«La Provincia – afferma Salvatore Ricci, sindaco di Volla e consigliere provinciale – sbaglia i calcoli e voglio augurarmi che sia in buona fede. I pareri e i calcoli di tre professionisti, l’ingegnere Ferrigni, redattore del piano, il dirigente del nostro ufficio tecnico e il professor Piemontese, docente dell’Un-iversità Parthenope dicono altro, concordando. Per il momento – ha aggiunto Ricci – aspettiamo che il Puc ritorni a Volla, poi continueremo la nostra battaglia. Sono in guerra con tutti! Sono pronto a scrivere a tutti i 92 comuni napoletani per spiegare i metodi di calcolo della Provincia. Se passa questo modo si fare tutti avranno un Puc sottodimensionato».La vicenda Puc dell’ultimo anno è stata questa. Il 9 giugno il Piano viene inviato in Provincia per l’ultimo esame e per l’apertura della conferenza dei servizi che per legge ne completa l’iter. In ottobre arriva all’orecchio dei vertici comunali vollesi che a fronte di una crescita di 1600 abitazioni, che con le premialità sarebbero giunte sino a 2500, l’ente di piazza Matteotti stava ragionando su un numero assai inferiore, si parlava di circa 236 abitazioni. A fronte di una così marcata sperequazione il primo cittadino, provocatoriamente, minaccia di denunciare il prof. Ferrigni chiedendogli di spiegare un così marcato errore. La risposta del progettista, in tutta serentà fu la seguente: “Sono sicuro dei miei calcoli e confermo la bontà del mio progetto. Sindaco, mi denunci, così a mia volta potrò denunciare la provincia per il danno arrecatomi”. Intanto dagli uffici provinciali arrivavano chiare indicazioni:  bisognava dimenticarsi di quanto fatto e attenersi alle direttive provinciali ed in particolare, i nuovi calcoli, dovevano tener ben presente ed attenersi all’art. 65 del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), per altro non ancora approvato.Rifatti i calcoli proprio in base alle indicazioni date, Ferrigni e l’UTC di Volla si ritrovano con un risultato sbalorditivo. Questa volta le nuove abitazioni da prevedere aumentavano giungendo sino a 2700.«Abbiamo fornito ulteriori chiarimenti – ha continuato Ricci – ma non ci hanno mai risposto. A marzo il dato definitivo: per il dr. Ariete le nuove abitazioni dovranno essere 1200. È chiaro che siamo di fronte a due interpretazioni delle regole. L’art. 65 dava due dati differenti e lontanissimi».A questo punto viene coinvolto nel “conflitto” un ulteriore soggetto, un docente al di sopra delle parti, un esperto del settore invitato dal comune di Volla a rifare tutti i calcoli, il prof. Piemontese.Il professore ripartendo da zero e non tenendo conto né della Provincia, né del Puc già stilato, rifà tutto quanto e trae un risultato: 2035 nuove abitazioni.«Un numero – dice sempre Ricci – che si avvicina ai nostri calcoli e che non risulta perfettamente aderente a quello del Puc perché mancante di alcune variabili che Piemontese non ha calcolato.Ora stiamo aspettando tutti i dati della provinciali, poi agiremo; intanto diffidiamo la giunta provinciale dall’accettare quanto sta facendo Ariete».Lo stesso dirigente provinciale, nell’ultima seduta della conferenza, ha fatto una dichiarazione gravissima: “… l’esame di questo Piano costituisce un paradigma di riferimento in questa fase storico-amministrativa per l’intero territorio provinciale e ciò induce la Provincia ad assumere un atteggiamento prudenziale e ponderato”. Ma l’Ufficio Tecnico di piazza Matteotti non dovrebbe dare un giudizio in base a parametri derivanti da leggi ben definite? Cosa c’entra la “… fase storico-amministrativa”? Ed ancora, chi ha dato l’incarico al dr. Ariete di “… assumere un atteggiamento prudenziale” invece di giudicare sempre in base a quelle famose e ben definite regole? Se da qui a qualche tempo dovesse cambiare la “fase storica” e per qualche motivo non dovesse essere “assunto un atteggiamento prudenziale”, un eventuale Puc presentato passerebbe attraverso maglie ben più larghe? Restiamo spiazzati dall’ affermazione del dirigente, noi, come il primo cittadino vollese che ha aggiunto: «Per il momento prendiamo atto di essere riusciti a portare a casa un risultato positivo che la nostra città aspettava da troppo tempo. Ci riserveremo di verificare in seguito i punti che ci trovano in contrasto con il dr. Ariete, un funzionario che sta facendo un danno al nostro paese. Secondo i calcoli ai quali siamo, per il momento, dovuti sottostare, nel 2018 ci saranno ben 755 vollesi senza casa. Il nostro Puc andava in direzione di una seria lotta all’abusivismo, i calcoli provinciali, restando le cose come ci sono state imposte, non farebbero che favorirlo. Non si è tenuto in nessun conto che da qui a qualche anno, anche non aumentando la popolazione, sicuramente potranno aumentare i nuclei familiari. Nuove famiglie formate da giovani vollesi che avranno bisogno di nuovi appartamenti che non ci saranno».


Gennaro Cirillo

 

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