Analisi e riflessioni sul “caso Napoli”: un dossier per riflettere sulla nuova politica

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L’ex consigliere regionale del Pd Michele Chiazzo ha pubblicato il dossier “Elezioni Amministrative 2011. Analisi e riflessioni sul caso Napoli”. Un lavoro fatto a partire dai dati elettorali raccolti, tenendo conto dell’ esperienza di governo Iervolino nel periodo 2001-2011.

L’analisi del risultato delle elezioni a Napoli nelle pagine del dossier elaborato da Caiazzo, evidenzia la situazione di estrema debolezza del Partito Democratico a Napoli e in Campania. “Occorre ora guardare in faccia il risultato – riporta Caiazzo nel suo documento – nasconderlo significherebbe ricadere nell’ipocrisia e nel conformismo: dobbiamo aprire un dibattito tendente ad analizzare e capire la gravità di quanto accaduto, non dobbiamo aspettare improbabili e spontanee palingenesi che ci porterebbero a cadere in una permanente condizione di marginalità nel capoluogo partenopeo”. Caiazzo fa poi riferimento all’errore delle primarie e a come queste si siano trasformate in uno strumento di battaglia tra i candidati e poco sono valse allo sviluppo dei programmi per la città. La vittoria di Cozzolino alle primarie, invalidata per causa di brogli e voti comprati, è stata la causa principale dell’indignazione e dell’allontanamento degli elettori dal partito.

Caiazzo individua ancora, solo nella candidatura di Pasquino, una candidatura “normale” e condivisa dalle forze politiche dei partiti. Lettieri è infatto stato imposto dall’alto, con grande disappunto dell’elettorato e degli stessi esponenti del PDL, lo stesso per Morcone anche lui si è trovato catapultato, “per decisioni di partito”, a risollevare il PD dopo lo scandalo primarie. Poi la candidatura di de Magistris, impostosi da solo e rafforzatosi dal basso, con metodi di partecipazione attiva: atipico modello di candidatura, ma è stata quella che ha avuto ragione, raccogliendo non i voti di protesta, ma trasversalmente di tutte quelle persone che hanno visto nell’ex pm, una personalità estranea alla marcia politica napoletana.

“Gli esiti elettorali ci dicono che i democratici hanno bisogno di un cambio di prassi politiche e di coraggiose azioni di rinnovamento e di ricambio generazionale” – riporta Chiazzo a proposito del PD – “C’è infatti a Napoli un problema di qualità del ceto politico del PD: occorre darsi una “leadership” coraggiosa, che deve scaturire da un confronto aperto. Bisogna quindi puntare sull’attivazione di un percorso collettivo e partecipato, l’ organizzazione di una fase di ricerca intorno alle idee ”.

Dalle conclusioni del documento si evince che a questa nuova “leadership collettiva” tocca avviare la rigenerazione del progetto democratico a Napoli. Come scrive Caiazzo, “si tratta di muoversi lungo due direttrici: la conoscenza della società, processo da condurre anche attraverso le modalità di ricerca-azione; un’ azione politica ispirata alle pratiche partecipative, al principio del “fare società con la politica” . A Napoli – si legge ancora – spesso al vero pluralismo, si è sostituita la logica del rozzo correntismo, centralistico e verticistico, con i risultati che conosciamo. Allora  bisogna cambiare strada, aprirsi al futuro, con umiltà e decisione”.

Mario De Angelis

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