Operazione antidroga della polizia a Scampia, quartiere a Nord di Napoli. Nella più grande piazza di spaccio d’Europa un centinaio di agenti hanno eseguito le ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli richiesta dalla Procura. Gli agenti hanno arrestato 27 persone, 20 sono state trovate nelle rispettive abitazioni mentre altre sette erano già rinchiuse in carcere. L’accusa per tutti è di spaccio di droga. L’operazione è stata denominata “Murena”, metafora del metodo attraverso il quale la murena si insidia nella tana della preda per poi portarla fuori. Le indagini sono state avviate nei mesi scorsi quando sono state monitorate le principali piazze di spaccio del quartiere. All’operazione hanno preso parte i vigili del fuoco che hanno rimosso decine tra paletti, cancelli, cancellate installate abusivamente dagli spacciatori per proteggersi dall’eventuale intervento delle forze dell’ordine.
Il blitz della polizia ha riguardato la piazza di spaccio nota ai tossicodipendenti come “chalet Baku”, un complesso edilizio in via Ghisleri nel quartiere di Scampia, e precisamente il lotto T/A nella scala L. Un luogo fortificato dai gestori dello spaccio, dove i “clienti” in fila mettono 13 euro per avere una dose di cocaina o eroina in una feritoia di un portone blindato di cui solo lo spacciatore può controllare l’apertura e ricevono la droga. Un’attività frenetica documentata con immagini videoregistrate “straordinarie per la loro cruda efficacia descrittiva”, si legge in una nota del procuratore aggiunto Giovanni Melillo.
Un giro di affari di oltre 100mila euro a settimana. “Le tante persone per bene residenti in quella palazzina erano costrette – ha detto Melillo – ad essere prigionieri in casa loro: non potevano liberamente entrare o uscire dalla palazzina per il rischio di intralciare la vendita”.







