“La storia infinita delle Terme di Stabia”. Così in una nota stampa l’associazione Nuova Medusa

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Una storia infinita sembra essere diventata quella delle Terme di Stabia. Una storia alla quale la proprietà dovrà pur metter fine prima o poi, ma alla luce di quanto sta accadendo in questi ultimi due mesi è preferibile che la parola fine sia scritta nel più breve lasso di tempo possibile. Una serie infinita di “infortuni” nel percorso amministrativo-gestionale di un C.d.A. che, ironia della sorte visto che si parla di Terme, fa acqua da tutte le parti, con un Presidente inadeguato, oltre che bizzarro, nelle sue scelte di politica aziendale(sic) che vedono privilegiare attività ludiche a fronte delle gravi esigenze di pianificazione organizzativa e gestionale, di un azienda che, anche se dovesse per caso raggiungere i tetti di cure stabiliti di concerto con l’asl( 3.900mila euro Termale e 950mila euro fkt), riuscirebbe a malapena a recuperare le risorse occorrenti per coprire solo la spesa per il fabbisogno del personale, mentre il bilancio di un’azienda non tiene conto solo di questo. Basti ricordare che solo a gennaio scorso fu sospesa la fornitura di energia elettrica, debito di 140mila euro con la società fornitrice, mentre dal 2009 i crediti maturati dall’azienda trasporti ammontano a 180milaeuro. Tanto solo per ricordare qualche piccolo passivo che questa azienda ha maturato nella gestione di centrosinistra, ciò mentre ad aprile del 2010 liquidava in transazione 47mila euro a due dipendenti dell’ufficio contabilità stipulando addirittura un contratto capestro con la responsabile dello stesso ufficio che, mentre dimezzava il proprio orario di lavoro, raddoppiava i propri emolumenti in forza ad un assegno ad personam di 850 euro mensili, proprio mentre cominciava la via crucis dei lavoratori in merito al pagamento delle competenze mensili che, nel frattempo, iniziavano a crescere. Non si possono continuare a raccontare fiabe ai lavoratori, in particolare quella di Biancaneve, infatti gli ultimi mandati asl di 114mila euro del 24 giugno, i 40milaeuro del 8 luglio, insieme ai 400milaeuro del 20 luglio u.s. lasciano spazio a chiedersi sul come siano stati impegnati e/o spesi. L’unico membro del cda, che sta chiedendo, in questa delicata fase, chiarezza e trasparenza nella spesa, viene addirittura additato come il responsabile del mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori. Questo mi sembra ridicolo e fa a cazzotti con la “competente gestione” di un presidente che in un mese ha speso solo di carburante 700euro per non parlare del rimborso spese di 400euro erogato alla sua diletta e preferita collaboratrice. Circa 140milaeuro spesi per mettere il parco nelle condizioni di organizzare eventi, a proposito per l’organizzazione che doveva essere a costo zero esiste un contratto di 15milaeuro più 4mila per le spese aggiuntive, questa è la trasparenza che una gestione pusillanime e mediocre sta portando l’azienda allo sfascio definitivo. Basti solo considerare che sta per entrare nella disponibilità dell’azienda anche il prestito di 300mila euro che il consiglio comunale, su proposta del sindaco, ha votato alla fine di giugno, e non vorremmo preoccuparci di dover rincorrere le bizzarre decisioni di un presidente che sta affogando nella confluenza delle acque delle 28 sorgenti di un azienda, una volta, vanto della nostra città. Pensi a pagare i lavoratori erogando loro la giusta mercede per il lavoro svolto. Dal 24 giugno a tutt’oggi nelle casse dell’azienda dovrebbero contarsi circa 855mila euro, pensiamo che ci siano le possibilità di metter fine alle sofferenze delle maestranze.

 

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