Alga Tossica e datteri, allarme in costiera sorrentina

Si chiama Ostreopsis ovata ma tutti la conoscono ormai con il famigerato nome di Alga Tossica. È una microalga tipica dei climi caldi e tropicali e negli ultimi anni è presente sulle coste italiane. In particolare nelle zone costiere ricche di scogli come la penisola sorrentina. E’ tossica e può provocare irritazioni e difficoltà respiratorie sia inalando particelle contaminate, sia ingerendo molluschi avvelenati. Come i datteri di mare, “frutto marino” prelibato ma proibito. A Napoli, il sindaco Luigi De Magistris, ha già vietato la raccolta di ricci di mare, molluschi e crostacei. Lo stesso hanno fatto i comuni di Sorrento e Sant’Agnello. Ma in penisola i datterari hanno ripreso con forza la loro attività illegale, estraendo il mollusco dalla roccia e distruggendo vaste aree dei bellissimi fondali della costiera. Alcune operazioni della capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia  e dei Carabinieri  che hanno intercettato i predoni dei fondali a Vico Equense, Capri e Mitigliano, e diverse segnalazioni giunte all’Area Marina Protetta di Punta Campanella, dimostrano una recrudescenza del fenomeno negli ultimi mesi. E così, sulle tavole in penisola, ma non solo, potrebbero arrivare datteri, che oltre ad essere vietati per legge da oltre 20 anni, potrebbero rivelarsi contaminati mettendo così in pericolo la salute dei furbi buongustai del prelibato mollusco. Chi ama consumare datteri, insomma, corre un doppio rischio, quello di incappare nelle maglie della giustizia con una denuncia e una forte ammenda e quello di beccarsi una seria intossicazione alimentare.  Un rischio altissimo se si considera che il dattero, essendo vietato, può finire in tavola attraverso il mercato illegale senza nessun tipo di controllo sanitario a differenza di altri molluschi o crostacei. Ma questi rischi non sembrano aver frenato i datterari e questo commercio proibito che da anni flagella le coste della penisola. Per prelevare i datteri, infatti, vengono distrutte intere pareti rocciose. Il giro di affari è notevole: 1 kg del prelibato mollusco può essere venduto anche ad 80 euro nel mercato illegale. Il fenomeno,seppur ridotto negli ultimi 10 anni, continua a rappresentare una piaga per l’ecosistema marino della penisola con la desertificazione di vasti tratti di fondale. Chi vuole in tavola un piatto di linguine con datteri è complice della distruzione di circa 10 metri quadrati di fondale. E ora rischia anche di finire all’ospedale.

Raffaele Di Palma

 

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