Ercolano: violazione sistematica del divieto di balneazione

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Violazione sistematica ad Ercolano del divieto di balneazione. La vicenda assume connotati ancora più insoliti se si considera il numero di denunce pubbliche pervenute all’autorità competente lo scorso inverno relative allo smaltimento illegale di liquami tossici nel mare. Duole costatare come nemmeno l’ultimo drammatico incidente costato la vita a due marinai in forza ad una barca da pesca di Ercolano  abbia scosso le coscienze di cittadini ed operatori dell’ordine francamente non sempre attentissimi nel monitorare il rispetto delle normative vigenti in materia di balneazione e navigazione sotto costa. Non è difficile vedere potenti moto d’acqua compiere pericolose acrobazie a pochi metri dalla spiaggia, motoscafi giungere fin sotto il bagnasciuga in barba alle più elementari norme di sicurezza forti di un’incoscienza alimentata tristemente dagli scarsi controlli proprio nei punti nevralgici della costiera vesuviana. Eppure  tragedie non sono mancate negli anni. Ci si chiede in nome di quale logica si consenta tutto questo, come gli stessi cittadini commentano: “Chiediamo maggiori controlli da parte della Capitaneria e chiarezza da parte delle istituzioni sanitarie in merito alla idoneità o meno del nostro tratto di litorale per la balneazione. Riteniamo sacrilego snobbare spiagge meravigliose di origine vulcanica cercando a centinaia di chilometri quello che il nostro paese potrebbe offrirci se adeguatamente monitorato. Lanciamo un appello al sindaco Strazzullo affinché si crei un tavolo di concertazione con le autorità governative centrali al fine di garantire incolumità e servizi essenziali a chi è fiero di essere nato, vivere e operare nella propria realtà d’origine”. Come se questo dato non bastasse ad accendere i riflettori su una questione delicatissima a complicare le cose si mette una statistica impietosa che vede l’epatite virale endemica ad Ercolano. Il virus presente da decenni nella comunità vesuviana sarebbe talmente diffuso tra la popolazione da non far più notizia: occorre immediatamente avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione igienico –sanitaria che possa quanto meno arginare un fenomeno già costato al paese un prezzo altissimo. La legalità si compone di tanti aspetti ma nei paesi all’ombra del Vesuvio a volte se ne perde il significato profondo: ci auguriamo che chi è stato posto democraticamente alla guida di centri urbani particolarmente ostici da gestire data la eterogeneità degli stessi si riveli concretamente all’altezza del delicato incarico ricoperto tutelando la salute e il diritto alla vita di chi è reo solo, è opportuno ribadirlo sempre, di voler vivere in sicurezza il proprio territorio.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.

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