Volla, festa di San Michele: senza soldi si cantano solo le Messe

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Una genesi complessa la festa patronale vollese del 29 settembre.

Tutto è cominciato con un invito alle associazioni sportive e culturali del territorio ad opera dell’assessore al ramo Tommaso Rea che sarebbe stato il preludio ad una gestazione che si sarebbe rivelata alquanto difficile. L’incontro fu occasione per invitare le associazioni a presentare un progetto per l’imminente ricorrenza, con l’intento di portare un’innovazione: coinvolgere il Paese tutto e non solo la zona dove ha sede la Parrocchia Immacolata e San Michele, con particolare e sentita richiesta del consigliere di minoranza Angelo Guadagno che sottolineava come, per quel giorno, la chiusura degli esercizi commerciali non avrebbe dovuto avere alcuna deroga, affinché tutta la cittadinanza potesse vivere il momento di festa.

Premesso ciò, le associazioni fecero mancare il presente all’appello, la buona volontà grazie alla quale operano da sempre, non venne certo meno in questa occasione, ma non sarebbe stato un solo giorno di convocazione a dare i frutti sperati; nonostante i buoni propositi, il tutto finisce nella classica, vuota, fumata bianca. Nei giorni che precedettero il grande esodo estivo, non mancarono i colpi di scena degni dei miglior trhiller d’estate con proposte lanciate e poi pesantemente bocciate, con le volenterose associazioni che si incontrano e progettano, ma tutto vano.

Il colpo di scena andava in onda con il fugace ingresso delle associazioni commercianti, meteore che compaiono con le altre associazioni all’incontro successivo e che pretendevano la ribalta tutta per sé, consapevoli forse di avere pochi momenti di gloria. Tra invettive e accuse reciproche Ascom e Aicast, con vivace scambio di opinioni, ottennero solo che questa volta la fumata non poteva che essere nera, ma principalmente per aver surriscaldato gli animi su questioni non proprio attinenti… come se non fosse bastato il clima meteorologico già rovente.

Intanto però è tempo di esodo estivo. Un dubbio amletico resta però irrisolto: la festa, or dunque si farà?

Bella domanda, ma prima ancora ci sembra lecito chiedersi: perchè chiedere alle associazioni di presentare un progetto? Il Comune, con assessore e commissione delegati a tale organizzazione, non ha da proporre idee?

Non c’è tempo per rispondere, bisogna incontrarsi di nuovo. Le volenterosi associazioni ancora lì che propongono, ma come nel più classico giallo d’estate, manca l’arma del delitto: il budget di spesa, questo sconosciuto, è l’implacabile mannaia che boccia ogni proposta? Il dettaglio è tutt’altro che trascurabile e viene tenuto riservato fino all’ultimo. Seconda domanda: non era meglio dire quanto si poteva spendere sin dall’inizio?

Troppo semplice. Parlare con chiarezza, forse, avrebbe impedito a consiglieri di maggioranza e minoranza di porsi a paladini del risparmio, battendosi il petto invocando, in tempi di crisi e di difficoltà economiche sobrietà e parsimonia per il bene di Volla.

Pensando che le proposte delle associazioni sportive e culturali sono praticamente a costo prossimo allo zero, ancora dubbi assalgono la mente ormai offuscata dalle troppe fumate bianche, nere, grigie. Tuttavia questo fervore in difesa della salvaguardia dei soldi dei cittadini, specie quando questi soldi non ci sono, si conclude con un unico assioma che porta ad una conclusione fondamentale: senza soldi non si cantano Messe. Anzi no! Forse l’unica cosa sicura è la Messa. Quella si farà con la Parrocchia che comunica la disponibilità a mettere a disposizione i suoi spazi affinché la cittadinanza viva un momento di fraterna comunione, nel modo più salomonico possibile, la festa avrà il suo epilogo, si farà! Ogni dubbio è fugato. Cittadini vollesi, state in pace, San Michele sarà onorato!

Errico Pronamme

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