A Milano il convegno “Pico della Mirandola e I social network” dell’Osservatorio TuttiMedia

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Si è svolto il 16 settembre a Milano, presso la sede Sipra, il workshop su “Pico della Mirandola e i social network”, organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia che, da sempre, studia, riflette e discute sulle tematiche connesse alla comunicazione per comprendere e far conoscere i mutamenti sociali che costruiscono gli avvenimenti del mondo moderno e creano la storia.

Linkedin oggi è uno strumento che sette aziende su dieci utilizzano per assumere personale.

Secondo i dati della GlobalWeb Index, il social networking è l’attività dominante in termini di crescita percentuale tra gli utenti internet. E i mercati emergenti sono in testa alla classifica. La Cina, ad esempio, ha avuto la crescita maggiore nell’utilizzo dei social network tra il 2009 e il 2011, + 24%, l’India è passata dal 57% del 2009 al 67% del 2011. Se alcuni mercati, considerati saturi, come Canada Uk e USA, mostrano livelli di crescita più bassi, in Messico l’utilizzo è passato dal 40% al 61% nei soli ultimi due anni. In Arabia Saudita, a giugno 2011, erano il 54% gli internauti che hanno utilizzato le comunità in rete.

Da Gutenberg a Zukerberg la molteplicità di voci e di immagini, di occhi e di orecchie, spinge la conoscenza e le relazioni verso una grande libertà di espressione. Nel XV secolo fu inventata la stampa grazie a Gutenberg e dopo circa 30 anni Giovanni Pico Conte della Mirandola scrisse le sue Conclusiones che ha voluto stampare e inviare a Roma a sue spese per discuterle con altri intellettuali europei. Voleva aprire un social network?

I social network rappresentano il nuovo modo di comunicare. Queste le parole di Francesco Passerini Glazel, presidente dell’Osservatorio TuttiMedia all’apertura dei lavori del convegno, moderato da Paolo Lutteri di Sipra, che ha riunito molti esperti del settore. La comunità virtuale è infatti uno strumento estremamente interessante nello sviluppo di internet – ha continuato Passerini Glazel – anche se, probabilmente, non sarà quello definitivo perché siamo in una fase ancora liquida dello sviluppo del web. L’opinione dei cittadini oggi non si forma più solo attraverso la stampa, ma è necessario tenere conto dell’essenziale importanza dei commenti e delle opinioni che sorgono spontaneamente dalla rete. Sicuramente, la politica come le aziende dovranno interagire con questo nuovo tipo di comunicazione in divenire. Essenziale è adeguarsi all’innovazione.

In Italia si vendono 22 milioni di telefoni ogni anno, oggi la percentuale degli smartphone è del 15% e in cinque anni diventeranno il 60% – ha rimarcato Gian Paolo Balboni di TelecomLab, In Italia verranno quindi venduti circa 55 milioni di smarphone entro il 2015. Nel Medio Oriente e in Africa il 58% degli utenti utilizza le tecnologie mobili per l’accesso, è evidente, infatti, l’importanza degli smartphone come veicolo di crescita anche per l’utilizzo dei social network. Un dispositivo che, in realtà, passa la giornata con noi e che realizza la grande innovazione dell’epoca moderna: la tempestività.

Probabilmente Pico della Mirandola avrebbe accelerato l’evoluzione del pensiero culturale italiano e mondiale se non fosse stato incarcerato per le sue idee eretiche e avesse potuto invece dibattere le sue Conclusiones, come aveva immaginato, ha affermato Cristiana Clementi, di Commonlands – Pico della Mirandola, di fatto, aveva intuito l’alto potenziale della condivisione del sapere per il raggiungimento della conoscenza diffusa. E’ per questo che oggi la messa in comunione della conoscenza passa – ha concluso Clementi – inevitabilmente attraverso la rete. La libertà viene prima della conoscenza ed è per questo che si possono creare le connessioni, un passo ulteriore oltre la rete – ha affermato Michelangelo Tagliaferri, della Fondazione Accademia di Comunicazione – e noi abbiamo una memoria capace di creare miliardi di connessioni.

Fin dall’antichità, quindi, l’uomo si è riunito in gruppi di discussione e di studio – ha rimarcato Francesco Gallucci, di 1to1Lab – Nel XV° secolo si discuteva sui libri ermetici tra gli intellettuali nelle Università e nei Sodalitium, ma Pico della Mirandola, “nativo analogico”, aveva il grande disegno di aprire una pubblica e aperta discussione, per arrivare a una sintesi unitaria data dalla contaminazione delle discipline e delle scuole di pensiero. I social network ereditano tale visione reticolare e la stanno sviluppando verso nuovi traguardi. Sono nati siti come codeforamerica.org”, dove chiunque può offrire suggerimenti per creare quei servizi che lo Stato non è in grado di soddisfare – ha aggiunto Layla Pavone, di Isobar. I social network e la rete sono strumenti di rilevante importanza non solo culturale, sociale e politica, ma anche economica ed è necessario conoscerli e utilizzarli – ha concluso Pavone – perché hanno un ruolo chiave nella storia della nostra evoluzione e sono una fondamentale opportunità di crescita.

E’ stato proprio nel 2008 che il numero dei computer connessi in rete ha superato quello degli esseri umani – ha evidenziato Massimo Giordani, di Time&Mind – E’ in corso un processo che metterà on-line praticamente ogni cosa: The internet of things è una realtà, tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla rete. Nel 2020 ci saranno 50 miliardi di oggetti interconnessi tramite la rete. Il futuro è la predittività del comportamento umano, ma non bisogna spaventarsi perché si tratta solo di evoluzione. Senza, poi, dimenticare la storia che arricchisce oltretutto il percorso interiore di ogni individuo e per raggiungere la concordia e superare il senso di inadeguatezza bisogna uscire da sé – ha dichiarato Paolo Poponessi, storico – E i social network sono strumento di incontro e scoperta e quindi di conoscenza.

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