La diatriba infinita tra istituzioni, cacciatori e ambientalisti

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Parafrasando un famoso film fantastico degli anni ’80, si potrebbe definire “La diatriba infinita” la disputa tra Regione Campania, cacciatori e ambientalisti del Wwf che, a suon di carta bollata, ricorsi, sentenze e avvocati, va avanti ormai da mesi. All’origine del contenzioso la nota vicenda dell’annullamento della preapertura della stagione venatoria.

Era il 31 agosto quando la Regione Campania, in seguito alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) sospese il calendario venatorio nella parte relativa alla preapertura dell’esercizio venatorio. L’annullamento fu richiesto e ottenuto dagli ambientalisti del Wwf che lamentavano per la Regione Campania l’assenza del Piano Faunistico-Venatorio, ossia di un quadro di riferimento certo e scientificamente attendibile, che potesse legittimare una prassi come la preapertura. La sentenza, accolta con soddisfazione dagli ambientalisti, scatenò furiose polemiche all’interno della comunità venatoria campana, non furono risparmiati dalle critiche le associazioni di categoria che a vario titolo avrebbero potuto e dovuto tutelare le ragioni dei cacciatori.

In risposta alle accuse di inefficienza, ma con un certo ritardo, scendono in campo gli avvocati della Federcaccia della Campania (FIDC) che fanno sapere di aver presentato “Atto di Intervento” contro il Wwf Italia, ricorrente in giudizio per l’annullamento delle Delibere della Giunta Regionale della Campania del 2010 e del 2011 relative alla “Proroga del Piano Faunistico-Venatorio” ed al “Calendario Venatorio 2011-2012”.

L’intervento della Federcaccia è mirato a sostenere la causa della Regione Campania e delle Provincie di Napoli, Caserta, Salerno, Benevento ed Avellino che si appongono ai ricorsi del Wwf. “Oggi è stato solo il primo momento di un delicato lavoro di fattiva presenza della Federcaccia Campania – hanno sottolineato il Presidente regionale Buglione ed i Presidenti provinciali della Federcaccia – a tutela degli interessi dei cacciatori campani. Anche questa volta saremo attivi e pronti di fronte ad ogni evenienza giuridica per evitare qualsiasi forma di nocumento alla caccia nella nostra regione”. “Ribadiamo che la via maestra per la serena e compatibile gestione faunistico-venatoria in Campania – ha concluso Buglione – è quella della programmazione condivisa da tutti gli attori istituzionali pubblici e privati”.

Ferdinando Fontanella

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