Vallo della Lucania, caso Mastrogiovanni: riprende il processo contro medici e infermieri

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Presso il Tribunale di Vallo della Lucania (SA) riprende il processo contro i sei medici e i dodici infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania (SA) rinviati a giudizio per la morte di Francesco Mastrogiovanni, maestro di Castelnuovo Cilento, avvenuta nella notte del 4 agosto 2009 dopo quattro giorni di contenzione immotivata ed illegale secondo il PM, dr. Francesco Rotondo  – La Presidente Elisabetta Garzo inizia l’appello e per diciotto volte dopo il nome e cognome di ogni singolo imputato aggiunge “libero assente”, “libero presente”  e di seguito il nome di uno o più avvocati.

Anche oggi,  e nonostante la disposizione impartita ai carabinieri di accompagnamento coattivo l’ultimo teste indicato dal P.M. Rotondo, nell’udienza di oggi non si è presentato. Il PM Martuscelli e i legali degli imputati hanno chiesto che la procedura venga rinnovata per la prossima udienza. Non è stata accolta la richiesta di tener conto della situazione di malattia in cui versa il teste, dando per acquisite le deposizioni già rese alla polizia giudiziaria.

Nell’udienza odierna,  con esclusione del medico legale Di Stasi la cui deposizione è stata rinviata alla prossima udienza che si terrà il 18 ottobre p.v.  sono stati sentiti i testimoni indicati dall’avvocatessa Caterina Mastrogiovanni, legale della famiglia del defunto. Palesemente irrilevanti le deposizioni del direttore amministrativo e del responsabile del personale amministrativo.

In un’udienza precedente il dr. Ortano psichiatra di Aversa ha affermato “la contenzione è un reato. Soltanto nel caso previsto dall’art. 54 del c.p. può essere praticata e per il tempo strettamente necessario”.

Oggi,  invece,   il dr. Pantaleo Palladino in qualità di direttore sanitario dell’ospedale di Vallo della Lucania, ha ribadito: “Il TSO è contenzione……. La contenzione è un  sistema di terapia………. La contenzione nel reparto di psichiatria veniva pratica perché si acquistavano le fascette di contenzione. …………….Non sono a conoscenza di contenzione fuori regola……..”.

Altra questione: quella delle ferie del dr. Di Genio, comunemente ritenuto primario del reparto di psichiatria. Per il dr. Pantaleo Paladino il dr. Di Genio è tutt’altro!  All’epoca dello svolgimento dei fatti è’ *il responsabile del Dipartimento di salute mentale dell’ASL* e come tale non è tenuto a chiedere le ferie alla direzione sanitaria come tutti gli altri operatori sanitari, medici ed infermieri, ma alla direzione dell’ASL, al direttore generale dell’ASL (che all’epoca era Saracino).

(Solo gli altri medici e gli infermieri del reparto sono tenuti a presentare domanda alla direzione sanitaria, ma le domande non vengono protocollate, ma solo acquisite agli atti, sottolinea il dr. Palladino. In qualche altra udienza un importante attore del processo in corso ha fatto riferimento ad una domanda di ferie del Di Genio presentata  e PROTOCOLLATA!)

Praticamente,  per il Dr Di Genio, per tutti il primario del reparto di psichiatria, nessuna responsabilità per la morte di Francesco Mastrogiovanni, perché in ferie al momento della contenzione e della morte di Francesco. (La Cassazione con la sentenza del settembre 2010 non ha rettamente valutato la posizione del dr. Di Genio?).

Praticamente all’epoca dei fatti,  il responsabile del reparto di psichiatria era un altro medico del reparto,  ma sempre su nomina (non scritta) del responsabile del dipartimento.

Sempre nell’udienza di oggi è stato sentito l’avvocato Loreto D’Aiuto, familiare di Francesco che ha per primo si è recato all’obitorio dell’ospedale una volta appresa telefonicamente la notizia comunicatagli dalla moglie, cugina di Francesco e attuale avvocato della famiglia nel processo.

“Sono stato il primo a giungere all’obitorio. Franco era completamente coperto da un lenzuolo bianco. L’ho scoperto e mi sono reso conto che il suo corpo era martirizzato. Presentava lividi su tutto il corpo. Sono stato colpito dal comportamento dell’addetto all’obitorio che aveva fretta di vestire il cadavere di Franco e la cosa mi ha infastidito al punto di farla presente al dipendente dell’ospedale”. L’avvocato ha aggiunto:”Franco non era pazzo! L’ho visto l’ultima volta qualche giorno prima del suo ricovero presso il reparto. Non mi sono accorto che Franco non stava bene!”.

Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni

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