Castellammare. Intimidazione a Metropolis, Bobbio: “Notizia pentimento ha danneggiato indagini”

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“Mi rifiuto di considerare Metropolis un quotidiano attivo sul fronte del contrasto alla camorra. Al più, con molta fantasia, si tratta di un quotidiano che, una tantum, ha subito una intimidazione camorristica (che condanno) causata non già da una politica editoriale stabilmente e a tutto campo improntata alla denuncia della criminalità organizzata, bensì da uno stile giornalistico consolidato che è quello del pettegolezzo giudiziario, per quanto riguarda la notizia delle nozze del presunto pentito, nonché dalla improvvida e sino ad oggi non confermata diffusione del preteso pentimento da parte del boss Salvatore Belviso”.

Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio.

“È bene chiarire che, a mio giudizio e per quella che è la mia esperienza, ove mai l’imputato Belviso avesse deciso di collaborare con la giustizia, poiché la cosa sarebbe stata mantenuta nel più assoluto riserbo, la diffusione di una tale notizia da parte di Metropolis, vera o falsa che sia, ha certamente generato un’attenzione investigativa trattandosi di una iniziativa che ben può aver messo a rischio non solo le indagini della Procura antimafia, ma anche la stessa incolumità dei parenti del preteso collaboratore di giustizia, evidentemente non ancora sottoposti a programma di protezione. È forse utile ricordare ai giornalisti di Metropolis che, in provincia di Caserta, un quotidiano locale pubblicò – in anteprima – la notizia riservata del pentimento di un capo dei Casalesi, scatenando la follia omicida dei killer che gli uccisero un familiare”, ha aggiunto Bobbio.

“Sul fronte del giornalismo realmente attivo nel contrasto alla camorra perfino Saviano è più credibile di Metropolis, un quotidiano, infatti, che per ben due volte, nel giro di un mese, ha deciso di offrire spazio e dignità di pubblicazione alle smentite dei camorristi sul presunto pentimento di Belviso. La prima, ad agosto, al momento delle iniziali indiscrezioni sull’avvio di un percorso di collaborazione del boss dei D’Alessandro con l’autorità giudiziaria (e, anche in quel caso, il giorno dopo il preteso scoop, arrivò la rettifica dei parenti) e la seconda, qualche giorno fa, quando il quotidiano non si è fatto specie di denunciare l’intimidazione subita e dare modo agli intimidatori di giustificarsi, lo stesso giorno, sullo stesso quotidiano-parte offesa, con una intervista e un richiamo di grande evidenza in prima pagina, così dimostrando la ricerca continua di un funambolico equilibrismo nel rapporto con i clan locali. Consiglio una pista giornalistica ai redattori di Metropolis: indagate sul perché fa tanto paura il pentimento di Belviso. Perché probabilmente potrebbe conoscere i retroscena in cui è maturato l’omicidio politico-mafioso del consigliere comunale del Pd Gino Tommasino? Perché, probabilmente, è a conoscenza degli intrecci perversi e inquinati tra una parte della politica e dell’imprenditoria cittadine e il crimine organizzato?”, ha continuato Bobbio.

“Del resto, Metropolis ci ha abituati, in quest’anno e mezzo, non solo alla costante sminuizione se non irrisione delle concrete iniziative anticamorra che la mia Amministrazione ha posto in atto, ma addirittura – su questa strada – non si è fatto scrupolo di tentare di fornire continue giustificazioni se non alibi ai camorristi e agli amministratori che in passato ne avevano permesso il dilagare, giungendo persino – in occasione della vicenda della processione di San Catello – a dare, ancora una volta, voce sulle sue pagine a un delinquente pregiudicato, parente di un boss della camorra, che si dichiarava mio elettore deluso per l’intransigenza e la fermezza dimostrate nel condannare l’orrido ossequio del corteo davanti all’abitazione di un camorrista. Ebbene, da un semplice controllo emerse che quel pregiudicato che si diceva mio elettore deluso non avrebbe mai potuto votare per me alle ultime consultazioni amministrative visto che, a seguito di una condanna per reati gravissimi, era stato cancellato dalle liste elettorali. Dare la patente di credibilità a un delinquente, senza cotrollarne l’affidabilità, senza riscontrare le sue dichiarazioni di attacco al sindaco della città, non è certamente un esempio di buon giornalismo. Anche questa è l’informazione che Metropolis offre alla città”, ha concluso Bobbio.

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