Vico Equense: Santissima Trinità e Paradiso, un futuro ancora incerto e nessun passo avanti

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La SS Trinità e Paradiso, antico monastero di Vico Equense, è stata ultimamente oggetto di una nuova aggressione vandalica. Qualcuno ha preso a sassate le finestre mandandone in frantumi più d’una. Nel frattempo in giro sul web si apprende che sarebbe più vicina l’acquisizione al comune della struttura. Eppure leggendo gli atti prodotti in Comune e in parlamento si ha la netta sensazione che, su questo argomento, si stia ciurlando nel manico da parte di tutti, consiglieri della minoranza e della maggioranza insieme. Si dice che la delibera approvata il 15 settembre scorso sarebbe la dimostrazione che il Sindaco ha confermato l’interesse all’acquisizione. In realtà il Sindaco non ha nemmeno in passato dimostrato di essere contrario alla cosa. Anzi, già  c’era, dalla primavera scorsa, una delibera con la quale si approvava la disponibilità di tutto il consiglio Comunale all’ acquisizione non appena si fosse sbloccata la intricata situazione della proprietà dell’immobile. La nuova delibera perciò non sembra un passo avanti. Probabilmente, da parte dei consiglieri di opposizione, Starace,  Maresca e Scaramellino, c’era la necessità di suggellare col proprio nome un delibera fotocopia della precedente, visto che, come si evince anche dal verbale del Consiglio Comunale, l’Assessore Ferraro ricorda che la delibera era stata discussa e approvata grazie a una richiesta dell’ex consigliere Pasquale Cardone.

Il passo avanti consisterebbe adesso, forse, nel fatto che un piccolo drappello, formato dal Sindaco Gennaro Cinque, dal vice-sindaco Matteo De Simone e dal consigliere Claudia Scaramellino, sia andato a Roma il 29 settembre a conferire con la presidente della VII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione, Valentina Aprea. Effettivamente, il drappello è andato a raccomandarsi, e il giorno dopo si è riunita pure la commissione. Però dal sommario redatto in Commissione seduta stante, si evince che si è letta un po’ la storia dell’ente, tra l’altro a leggerla è stata una deputata della Lega Nord, tale on. Paola Goisis, e si è fatto rapidamente riferimento a due proposte di legge per trasferire la SS Trintà e Paradiso e il relativo patrimonio al Comune di Vico Equense. Tutta l’operazione si è svolta tra le ore 09.10 e le ore 09.25. Non pare che emerga nulla di nuovo dal sommario. Si è solo concordato che: “in considerazione anche di procedure ed opportuni approfondimenti informali, si debba costituire un comitato ristretto per la prosecuzione dell’esame dei provvedimenti.” Cioè, gli “onorevoli deputati, in un quarto d’ora (ma in questi pochi minuti hanno discusso anche di un altro argomento), hanno deciso di spedire il tutto a un gruppo ancora da formare che dovrà rileggersi carte, storia e vincoli giuridici della SS Trinità! La commissione non ha deciso un bel nulla, ma ha riportato indietro l’orologio. Se c’è un modo in Italia per fare arenare qualsiasi cosa è propio quello di rimpallarla tra commissioni e gruppi ristretti.

Perchè I consiglieri comunali non denunciano queste lungaggini parlamentari? Perchè si fa finta che tutto stia procedendo bene grazie al “buon lavoro” svolto da tutti?

Al sindaco tutto sommato conviene che si perda tempo perchè al momento per lui acquisire la SS Trinità sarebbe un bel guaio:  la deve rimettere a posto perchè è fatiscente più che mai, poi ci deve pagare tutti gli eventuali debiti e, cosa più difficile di tutte, la deve mettere in condizione di rendere, di non diventare un ulteriore e gravoso peso per le già distrutte casse comunali. Però, la minoranza pure si accontenta di un Comitato ristretto, che forse suona bene alle orecchie ma è di là da venire e le cui conclusioni sono ancora tutte da valutare. Ci si sarebbe aspettati almeno che, letto il sommario della commissione, maggioranza e opposizione, tutti insieme, chiedessero ai parlamentari loro referenti di fare un’interrogazione parlamentare urgente!

Nel frattempo la SS Trinità sta deteriorandosi sempre più e resta bersaglio incustodito di commandos di studentelli senza scrupolo e di vandaletti all’avventura.

Maria D’Ordia

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