Boscoreale, Verdi e indignati si calano nella bocca del Vesuvio in segno di protesta

346

Sabato 15 ottobre i Verdi e gli indignati si sono calati con una corda nel cono del Vesuvio per protestare contro i tagli imposti dal governo al Ministro dell’Ambiente, che si trova senza fondi e nell’impossibilità di far partire le opere di bonifica nei territori inquinati, in particolare nell’area vesuviana, devastata dalle discariche abusive e di Stato.

Con i loro slogan “Indignati per l’ambiente”, “in aumento i decessi per tumore”, e “le banche investano in difesa dell’ambiente e non finanzino gli inquinatori”, gli ecologisti si sono fatti sentire in occasione del Vesuvio Exhibition 2011, la rassegna organizzata dal Movimento Eco Sportivo, guidato da Carlo Ferrari.

A calarsi nel cono  del Vesuvio con una corda e con i cartelli di protesta, sono stati il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e Francesco Servino, degli ecologisti indignati di Terzigno.

«Il governo ha tagliato drammaticamente negli ultimi quattro anni le risorse dell’ambiente- spiegano Borrelli e Servino-, bloccando di fatto bonifiche e interventi di tutela territoriale in particolare nel Mezzogiorno. Le banche finanziano coloro che inquinano i territori, ma quasi mai le opere di bonifica e riqualificazione. La discarica nel Parco del Vesuvio non solo non è stata chiusa ma se ne prevede un ampliamento e poi la realizzazione di un nuovo invaso, sempre a Terzigno. Il territorio vesuviano sta tornando all’attenzione dei media per il picco di patologie tumorali e leucemie che si stanno verificando negli ultimi mesi: questa nuova emergenza potrebbe essere legata alle falde acquifere contaminate da metalli pesanti e altri tipi di veleni, all’amianto sparso ovunque e messo malamente in sicurezza, ai roghi di rifiuti tossici che sprigionano diossine».

Nel mese di luglio, dieci attivisti hanno chiesto al comune di Terzigno la copia delle analisi delle acque e di essere messi al corrente delle opere di bonifica che si dovrebbero attuare per rimediare all’inquinamento delle falde. Ciò gli sarebbe spettato di diritto, in virtù della convenzione di Aarhus, firmata nel 2001 dalla Comunità Europea, volta ad assicurare l’accesso del pubblico alle informazioni sull’ambiente detenute dalle autorità pubbliche, ai fini di sensibilizzare i cittadini ai problemi ambientali e stimolarli a proteggere l’ambiente.

«Nessuna comunicazione da parte del comune è arrivata- affermano Borrelli e Servino-, ed è stato subito presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. Vergognoso è, secondo noi, anche il comportamento del Governo e della Regione Campania, che invece di valorizzare e promuovere concretamente il Vesuvio come settima meraviglia del mondo, lo usano come discarica di rifiuti».

Giovanna Sorrentino

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano

Lascia una risposta