Dopo l’accusa, il passo indietro. L’amministrazione comunale corre ai ripari a seguito della denuncia, inoltrata la scorsa settimana, del consigliere del Popolo delle Libertà, Alessandro Longobardi, di sperpero di denaro pubblico, in base all’approvazione di una determina dirigenziale del settore Sevizi Demografici, datata 8 settembre 2011, dal titolo “Censimento 2011-2012. Programma per l’informazione alle famiglie da censire” che prevede un impegno di spesa complessiva di € 60.000 a copertura di alcune attività legate al 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni attualmente in corso di svolgimento sull’intero territorio nazionale. Pare che lo stesso dirigente firmatario di tale determina l’abbia revocata ritenendola “inopportuna”. Nel provvedimento veniva specificato che il comune avrebbe distribuito a tutte le famiglie sangiorgesi un opuscolo esplicativo sulle varie attività censuarie da aggiungersi a circa 17.000 vademecum informativi ed operativi sulle operazioni eseguite dai cittadini. Un impegno di spesa distribuito in quattro attività con relativi costi: studio delle normative e delle operazioni censuarie, € 10.000; progettazione grafica e designer, € 10.000; stampa degli opuscoli – vademecum, € 25.000; distribuzione sul territorio, € 15.000. Ma non è finita qui, poiché Longobardi, in qualità di presidente della Commissione Trasparenza ha oggi denunciato in consiglio comunale “procedure alquanto anomale” seguite per l’affidamento diretto di una serie di incarichi esterni per un totale di spesa di quasi 80.000 € inerenti determine dirigenziali aventi per oggetto il Censimento 2011. Ad attirare l’attenzione è stato il provvedimento con il quale è stato istituito il numero verde comunale per il Censimento. “L’Istat ha già predisposto un numero verde gratuito al quale rispondono operatori capaci di fornire risposte in merito alle varie difficoltà che si possono incontrare durante la compilazione- accusa Longobardi- il numero verde del comune invece provvede solo a raccogliere le richieste verbali dei cittadini e a smistarle a fine giornata agli uffici comunali, che poi dovranno gestire non si sa in quale modo queste richieste. L’atto approvato è un atto di gestione alla base del quale dovrebbe esistere un atto di indirizzo, che in quanto tale andava approvato dalla giunta e non da un dirigente, ma l’atto di indirizzo non esiste; tra l’altro prima dell’approvazione dell’atto non si è svolta alcuna indagine di mercato, neppure sommaria, poiché, per lo svolgimento dello stesso servizio, potrebbero essere spesi solo € 11.400 contro gli oltre 19.000 previsti”. Ma ciò che ha destato ancor più “sconcerto” da parte del consigliere azzurro è l’affidamento diretto ad una società, la Enterprise Contact s.a.s., che negli ultimi due anni avrebbe “collezionato” servizi per circa € 43.000 “ed agli atti del comune – aggiunge Longobardi – non risultano depositati le informazioni necessarie per verificare le varie posizioni previste per legge (posizioni contributive, certificati antimafia, ecc.) ma risultano comunque liquidate numerose fatture. Per questo mi chiedo a chi appartiene questa ditta che gode di così tanto favore a soli pochi mesi dalle elezioni amministrative. L’accusa di clientelismo è una delle più infamanti che un sindaco possa ricevere, per evitare tali accuse chiedo pertanto che proceda a chiarire immediatamente tale situazione”. Longobardi ha proposto inoltre una mozione che impegna l’amministrazione comunale “ad effettuare con la massima sollecitudine un controllo formale e specifico delle determine dirigenziali riguardanti la gestione dei fondi destinati al Censimento 2011 che prevedano affidamenti diretti di incarichi e servizi esterni e nelle more di questo controllo sospendere tutti gli effetti di tali determine”. La mozione proposta da Longobardi è stata firmata da quasi tutti i presenti (17 firme, compresi 5 consiglieri di maggioranza) ed il sindaco, data la gravità dei fatti esposti, si è impegnato ad attivarsi immediatamente per fare luce in merito.
Claudio Di Paola








