Boscoreale: «Noi boicottati»: delusi e incazzati e negozianti di piazza Pace

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«I commercianti del centro storico ringraziano il sindaco e l’amministrazione comunale di Boscoreale per il regalo di Natale ricevuto e per il bellissimo albero che adorna piazza Pace». E’ ironico Raffaele De Falco, consigliere comunale dell’ opposizione: nello spazio su cui affaccia il palazzo comunale, quest’anno, al contrario delle altre volte, di alberi – simbolo delle festa principe dell’anno come abeti o affini, non c’è nemmeno l’ombra. Ed è anche incavolato, De Falco. Una condizione che condivide con i proprietari dei numerosi esercizi commerciali che sulla piazza si affacciano. Il fatto è che di quei quarantamila euro stanziati dall’ente di Piazza Pace, che saranno utilizzati per manifestazioni e spettacoli, nemmeno una briciola sarà impegnata per iniziative da tenersi in quella che è la piazza simbolo della cittadina vesuviana, che, dunque, per Natale, Capodanno ed Epifania resterà «orfana» di qualsiasi iniziativa istituzionale.

Le manifestazioni programmate dall’assessorato al Turismo e allo Spettacolo, difatti, si svolgeranno tutte all’interno del parco Pubblico di via Papa Giovanni XIII. «È assurdo – riprende De Falco – che la piazza resti spoglia di qualsiasi simbolo natalizio. Tanto che i commercianti sono corsi ai ripari e si sono autotassati, ciascuno di loro, per una cifra pari a cento euro in modo da addobbare, anche se in maniera sobria, lo spazio antistante i negozi.

E qualche cosa faranno anche per la piazza». Insomma, in un momento così difficile per l’economia cittadina, lasciare spoglia piazza Pace e trasferire ogni iniziativa nel parco pubblico, che rimane comunque in un’area periferica, non sarà facilmente digerito da chi aveva puntato sulle prossime festività per rientrare, anche se parzialmente, dagli investimenti effettuati. «Oltretutto – continua il consigliere – le manifestazioni prevedono che gli spazi del parco siano appannaggio solo di artigiani che mostreranno i loro lavori e li venderanno.

Nessuno però, al momento, sa come si svilupperanno le vendite e le dimostrazioni. Ma c’è di più.

Noi chiedemmo che il comune si addossasse, almeno parzialmente, le spese di mensa scolastica per gli alunni indigenti. Ci venne risposto che non c’erano soldi. Adesso ci sono, come si può ben vedere». Ma non è tutto. L’attacco all’amministrazione Langella da parte delle opposizioni punta anche a far chiarezza sugli accorpamenti subiti dagli istituti d’istruzione elementare e primaria boschese che sono stati oggetto di una drastica riduzione passando da quattro a tre strutture. «Come al solito il sindaco ha fatto tutto da solo – continua De Falco – senza interpellare l’opposizione, i sindacati di categoria e chiunque altro avesse interesse nell’argomento. Noi andiamo a perdere delle autonomie sul territori. Gli altri comuni hanno fatto melina e con delibere ad hoc hanno preso tempo per vedere come comportarsi in maniera da non danneggiare se stessi e l’utenza. Noi, invece, no. La maggioranza non ci ha pensato su nemmeno un attimo. Non c’è stato alcun confronto politico. Come se la scuola non fosse di tutti i cittadini e se c’era da fare un’azione che la toccava sarebbe stato molto più logico che sea ne fosse parlato assieme a tutte le forze politiche e sociali del territorio che erano coinvolte». Infine, c’è, ancora più prepotente, il problema di cava Sari.

L’area, nonostante sia ormai satura, verrà resa più capiente e riceverà altre cinquantamila tonnellate di monnezza. «Il sindaco – sottolinea il consigliere – continua a interessarsi poco o niente di questa bomba ecologica che ci ritroviamo in casa».

Tutti argomenti, questi, che saranno discussi nel consiglio comunale convocato per il prossimo dodici dicembre. Tuttavia, Langella non è attaccato solo dalle opposizioni. Anche all’interno dell’area di centro destra sta nascendo una fronda forte di consensi e programmi. I maldipancia per le rotture che in questi anni di sindacato hanno fatto allontanare esponenti politici di primo piano del centro destra stanno avendo i loro effetti. «All’anno nuovo – dicono i bene informati della politica boschese – qualcosa succederà e il sindaco si ritroverà solo con i suoi assessori».

L’anno nuovo è tra meno di un mese. Basterà aspettare.

Luigi Oliva

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