Gragnano: “Aiutateci a ritrovare le circa 250 opere d’arte rubate o smarrite nelle chiese di Gragnano e degli altri comuni dei Lattari”

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“Aiutateci a ritrovare le circa 250 opere d’arte rubate o smarrite nelle chiese di Gragnano e degli altri comuni dei Lattari”. L’appello, rivolto al vescovo Felice Cece attraverso una lettera ufficiale, è dell’associazione “Storia e Cultura di Gragnano”. Dopo aver preparato una sorta di schedario e un libro intitolato “L’Arte negata”, i membri dell’associazione rivolgeranno stamane alle 10.30, nell’ambito della cerimonia dei Riconoscimenti Culturali2011 inprogramma al Comune, l’appello ai vertici della Dicoesi di Castellammare e Sorrento. L’idea è nata a seguito dei furti avvenuti nelle chiese di Santa Maria ad Nives e Sant’Agostino, a Gragnano, e in altri edifici religiosi di Castellammare, Lettere e Sant’Antonio Abate. L’associazione ha così deciso di richiamare l’attenzione su questi avvenimenti che hanno depauperato il patrimonio artistico del comprensorio. “I furti avvenuti – afferma Giuseppe Di Massa, presidente del centro storia e cultura di Gragnano -, che non sono un fatto isolato e costituiscono un lungo stillicidio di sottrazione di pezzi artistici unici e irriproducibili, richiamano alla memoria le numerose tele, pale d’altare, statue, oggetti di argenteria sacra, paramenti di congreghe e chiese, marmi, persino il portone di Santa Maria ad Nives e le stesse immagini, a noi gragnanesi tra le più care, come quella della Madonna Incoronata e della Madonna del Rosario di Giacinto Diano”. Da qui la richiesta al vescovo Felice Cece, incontrato dallo stesso Di Massa nei giorni scorsi. “Noi tutti abbiamo il dovere di fare fino in fondo la parte che le circostanze della vita ci hanno assegnato – continua il firmatario della lettera -. Si tratta di un bottino enorme, su cui avrebbe potuto mettere le mani la camorra. Il nostro auspicio è che l’intervento della Chiesa, insieme alla pubblicazione del libro, possa consentirci di recuperare qualcuna delle opere trafugate. Un altro obiettivo che intendiamo raggiungere – conclude – è rendere inutili i furti, in quanto non collocabili sul mercato dell’antiquariato”. Nella manifestazione in programma stamane sarà affrontata anche la questione relativa all’abbandono del monastero di San Francesco, edificato nel 1545 nella località Trivioncello. L’edificio storico è da diversi anni senza alcuna manutenzione e nei prossimi giorni sorgerà un comitato per chiedere alle istituzioni competenti il ricongiungimento del monastero al patrimonio civico.

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