Porcheria senza Sanità

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“Nel nostro Paese la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività prevista dall’articolo 32 della Costituzione è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, attraverso il Servizio sanitario nazionale che ha carattere universalistico e solidaristico, fornisce cioè l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito e lavoro”.

Sono i principi fondamentali alla base del Servizio sanitario nazionale. Ma in pochi pensano che sono tutti applicati. Quella parte in opera fa incazzare quasi sempre la stragrande maggioranza di chi ha dovuto conoscerlo. A salvarsi, molto spesso, è solo l’individuale professionalità di molti operatori e la loro scelta di misurarsi con il rispetto umano della dignità del malato. Poi, quasi sempre, per ogni cosa del sistema sanitario che non funziona, non esistono quasi mai responsabilità individuali, solo incroci, rimandi e contro rimandi.

Quel che è accaduto nei giorni scorsi al Cardarelli è, paradossalmente,  anche un’autogol per la sanità privata, un danno per quella seria, a cui sono riconosciuti risultati sulla qualità delle prestazioni. La responsabilità di chi è, al momento, accusato di truffa, si materializza con più strati di porcheria che l’inchiesta sta spiegando e che insozzano proprio tutti. Per primi i malati, le vittime, usati ancora una volta come merce da vendere alle cliniche; ma anche le categorie sanitarie coinvolte, la sanità pubblica e anche quella privata. Cosi le categorie mediche sono inquinate da comportamenti cinici e truffaldini, mentre la sanità pubblica si conferma ancora più allo sbando, senza gestione, ma soprattutto degradata da comportamenti poco rispettosi della persona malata a cui si lede, oltre che la dignità, un principio di diritto costituzionale. Infine, la stessa sanità privata che, con simili “ambasciatori”, dimostrerebbe, in molti casi ingiustamente, di affermarsi non per meriti scientifici e prestazionali, ma solo perché si serve di “dirottatori” interessati o prezzolati.

“La misura dell’umanità  – ha scritto il Papa – si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente”.  Per una sanità che ha il cancro della Porcheria, la cura, dunque, è in dosi massicce di umanità. La “vaccinazione obbligatoria” preventiva è la sfida per una rinnovata politica che lavori globalmente per la buona salute della Sanità, parte  del Bene Comune.

Antonio Irlando

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