Ercolano, programmazione estiva assente

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A due mesi dall’inizio della stagione estiva ad Ercolano la comunità è ancora all’ oscuro in merito alle iniziative promosse dall’amministrazione comunale per rilanciare l’industria turistica locale. “ Ci sembra quanto meno insolito – ha dichiarato un gruppo di ristoratori – che ad oggi non ci sia pervenuta una calendarizzazione di manifestazioni da promuovere nel periodo estivo per incentivare i turisti a scegliere Ercolano quale meta del proprio tour campano. Vorremmo solo comprendere se quando dal palazzo di città si parla di rilancio dell’immagine locale lo si dica tanto per dire o a giusta ragione. Tra oneri di tutti i generi siamo riusciti a rimanere e investire nella zona : ci augureremmo che dopo tanti anni e sacrifici non si debba gettare la spugna avviliti dall’atteggiamento quanto meno sufficiente adottato dal governo locale” . “ Non si può sottovalutare – ha commentato il capo gruppo del Pd Luigi Fiengo – una richiesta d’intervento mossa da chi apporta benefici alla comunità ercolanese . Solo infatti potenziando il settore ricettivo turistico sarà possibile creare occupazione in paese : il momento delicatissimo attraversato dall’Europa impone il massimo rigore nell’amministrare il pubblico e la massima cooperazione con i cittadini unici veri protagonisti della quotidianità comunitaria. E’ finito il tempo delle promesse vane e delle inutili polemiche di palazzo : occorre immediatamente unire Ercolano in un cammino di riqualificazione che da un lato ne elevi credibilità e immagine agli occhi del mondo e dall’altro ne pubblicizzi spessore culturale e tradizione archeologica.  Ci auguriamo che l’assise locale possa presto divenire agorà del popolo ercolanese dove a mezzo dei consiglieri si possano prendere decisioni vitali per il futuro e la sicurezza di una delle realtà più rappresentative dell’hinterland vesuviano”. “ Massima fiducia nel popolo ercolanese e nelle potenzialità dei luoghi – hanno concluso i ristoratori- ma è giunto il momento che la politica faccia la propria parte. Vorremmo ricordare a chi ci amministra di essere stato posto alla guida del paese democraticamente da chi ha creduto e crede nelle istituzioni e nelle capacità dei professionisti indigeni. Si dimostri allora sul campo una volta per tutte l’amore per  i luoghi d’origine e il rispetto per una popolazione che in fondo non chiede altro che di essere ascoltata”.

Alfonso Maria Liguori

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