Come far pagare le tasse!

144

Nella crisi economica che interessa l’’intero globo, in primo piano la lotta agli evasori fiscali. Per l’’Italia, il governo Monti con le maglie larghe dei precedenti condoni cerca con tutti i mezzi di contrastare questo triste fenomeno. Inutile sottolineare che a pagare sono sempre gli stessi, pensionati, lavoratori a reddito fisso ora anche i piccoli e medi proprietari di case. Per le Fondazioni, grosse imbarcazioni che risultano con stratagemmi di minore cabotaggio, grosse auto comprate e immatricolate all’estero o, addirittura di coppie che risultano separate per godere di alcuni privilegi ma che vivono felici e contente sotto lo stesso tetto nulla da fare. I recenti blitz dei funzionari delle imposte nelle località frequentate da Vip o presunti tali, le esortazioni del capo dello stato di non considerare italiani chi nasconde ricchi patrimoni; gli spot dell’’Agenzia delle entrate che elenca una serie di parassiti per arrivare a qualificare l’evasore fiscale a un parassito della società non smuovono chi è abituato a farla franca.


Una grossa novità viene dal decreto di semplificazione fiscale varato dal Parlamento: “Le Agenzie fiscali e la Guardia di Finanza, nell’ambito dell’attività di pianificazione degli accertamenti, tengono conto anche delle segnalazioni non anonime di violazioni tributare, incluse quelle relative dell’obbligo di emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale ovvero del documento certificativi dei corrispettivi”.

Un’’iniziativa per la trasparenza e correttezza nei rapporti tra cliente e imprese edili e impiantistiche è stata presa dalla Camera di Commercio di Firenze con le associazioni di categoria.  Un centralino gestisce le chiamate. Le tariffe orarie massime sono stabilite dal prezzario curato dall’ente camerale con i suoi associati e le associazioni dei consumatori con tanto di ricevuta fiscale, rischio cancellazione dall’elenco.

Pretendere sempre la ricevuta del pagamento il leit motiv. Resta l’imbarazzo del contribuente. Ma perché denunciare l’amico barbiere, l’’artigiano che mi fa lo sconto o il professionista che non mi fa pagare l’Iva, visto che non ho alcun beneficio sulla denuncia dei redditi ?

Un deterrente potrebbe essere quello di dare la possibilità al contribuente di allegare al 730 un altro foglio, elencando nome, cognome, data e cifra elargita all’artigiano al commerciante o al professionista, pur non essendo spese riconosciute dal sistema fiscale. Lo scopo sarebbe triplice, una volta arrivate all’Agenzia delle entrate più segnalazioni dello stesso nominativo restio a rispettare la legge intervenire con pesanti sanzioni, secondo scrollare di dosso al contribuente l’onere di pretendere la fattura dall’’amico; terzo mettere sull’avviso il prestatore d’opera che seppure il cliente non chiede la ricevuta rischia di essere segnalato all’ufficio delle imposte. A questo punto sarebbe auspicabile l’intervento degli ordini professionali e delle associazioni di categoria. E’ lecito denunciare il ladro di pollo, la ragazza rom che ha rubato una lira e cinquanta centesimi nel supermercato, perché non denunciare chi vive a spese degli altri. Ora lo sai anche tu! Più tasse più servizi per il cittadino, come recita lo spot dell’’Ufficio delle Entrate.

Mario Carillo

Lascia una risposta