“Quadro preoccupante confermato dai dati sulla balneabilità in provincia di Napoli”

231
I dati sui tratti di costa balneabili in provincia di Napoli confermano un quadro preoccupante e rischioso per la salute dei cittadini e lo sviluppo turistico ed economico di alcune realtà.
In questi due anni l’amministrazione Caldoro ha brillato per ignavia bloccando opere essenziali come il depuratore di Punta Gradelle o il collettore di Gragnano, ha revocato le gare e le procedure per il collettore di Ercolano e l’adeguamento  del depuratore di Napoli est. La provincia ha in pratica rinunciato a qualsiasi attività di controllo sugli scarichi abusivi e per la pulizia degli alvei e dei rigagnoli che portano a mare liquami e rifiuti solidi.
L’unica attività che si sta ancora portando avanti è quella legata agli interventi del commissarioto emergenza Sarno che permetterrà di allacciare le fogne di Torre Annunziata e Trecase al nuovo collettore di foce sarno e all’allacciamento di Terzigno e San Giuseppe vesuviano ai depuratori del Medio Sarno: ma anche il Commissariato Sarno con il passaggio alla Regione Campania rischia di smarrirsi in un quadro di inefficienze, di pesanti divisioni politiche, di condizionamento di affaristi.
“E’ grave che a fronte di tutto questo la Regione Campania non abbia prodotto alcun atto concreto per sbloccare le opere e avviare una riforma del ciclo integrato delle acque – ha dichiarato Paolo Persico della rete Faro del Sarno  promossa dal Pd Campania – mentre va avanti la procedura di infrazione europea anche su fogne e depurazione la Regione non ha un indirizzo chiaro e produce atti  contrastanti tra loro che aumenterenno solo la confusione. L’ultima novità è la richiesta di una tutela commissariale sui conti oltre che sulla sanità anche sull’ambiente. Il gruppo parlamentare del Pd nei prossimi giorni, sulla base della risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione ambiente del Senato il 25 gennaio e delle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Clini chiederà al Governo Nazionale di fornire una mappatura seria e definita delle questioni e anche l’adozione delle necessarie misure atte a superare i ritardi che oltre a pregiudicare l’economia e la salute di molte città rischiano di esporre l’Italia ad una pesante sanzione europea. Inoltre ci mobiliteremo come rete faro del Sarno per costringere la Provincia di Napoli, i Comuni e l’Ato a fare fino in fondo il proprio dovere per curare il golo di Napoli ed in particolare l’area vesuviana. Ancora una volta da Pietrarsa fino ai cantieri di Castellammare passando per il Granatello, Villa favorita, Capo Oncino, Rovigliano viene negato uno dei tratti costitutivi con l’identità storica vesuviana i:il legame con il mare,per dare una prospettiva alle nuove generazioni bisogna combattre questo dato negativo che ci condiziona da oltre 40 anni”, ha concluso Paolo Persico.

Lascia una risposta