Terme di Stabia senz’acqua: centinaia di clienti respinti

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Terme di Stabia per un giorno senz’acqua: centinaia di clienti ieri mattina hanno quindi dovuto fare ritorno a casa. Un’altra brutta tegola per la società partecipata del Comune alle prese con la crisi economica e con un piano da rilancio da far partire quanto prima. L’allarme è comunque già rientrato (la tubatura rotta è stata ripristinata) e oggi dovrebbe tornare tutto alla normalità, con la direzione che si è impegnata a farsi carico delle spese per recuperare i cicli di terapie che non sono stati effettuati ieri. Uno stabilimento termale senza acqua potabile rappresenta una situazione più che paradossale: si tratta quindi di una «nuvola di Fantozzi» che continua ad accanirsi contro l’azienda oppure di una mancanza cronica di manutenzione? La risposta sembra stare a metà strada. L’amministratore unico di Terme Francescopaolo Ventriglia ha confermato, infatti, che «l’intervento di manutenzione era già programmato» e che, il giorno prima che si rompesse il fatidico tubo lasciando all’asciutto il complesso, era giunto in azienda il fornitore degli impianti con il quale avevano concordato la sostituzione delle tubature. Evidentemente, però, l’intervento era più urgente di quanto non si pensasse. Il guasto, in particolare, ha riguardato una vecchia pompa che pesca l’acqua da una sorgente potabile ubicata sotto la collina del Solaro. Le acque minerali hanno invece continuato a scorrere dalle fonti. «Per una questione igienico-sanitaria – ha dichiarato Salvatore Suarato della Fisascat-Cisl – si è deciso di sospendere il servizio». L’acqua mancava infatti dai servizi igienici creando un grave disagio per la clientela, senza contare che gli stessi terapisti, tra un massaggio e l’altro, devono per legge lavarsi accuratamente le mani. La Filcams-Cgil ha quindi attaccato gli amministratori: «Oggi non c’è stato nessuno sciopero o protesta, eppure non ci è stato possibile effettuare le cure». La polemica del sindacalista Filippo Criscuolo va inquadrata nello scontro tra organizzazioni e dirigenza di tre settimane fa a causa di un provvedimento giudicato «ad personam». Lo sciopero che ne conseguì bloccò lo stabilimento per tre giorni in un periodo in cui c’era un ingente afflusso di clientela. «I 500 clienti giunti al Solaro – ha continuato Criscuolo della Cgil – sono stati allontanati senza poter effettuare le cure: di chi sono le responsabilità? Gli amministratori ed il sindaco Luigi Bobbio cosa guardano? Forse il primo cittadino è troppo preso dal cambio del direttore generale e del cda che sicuramente graveranno pesantemente sul bilancio di Terme?». L’azienda ha comunque predisposto l’installazione di una seconda pompa per queste situazioni di emergenza. «Il guasto è già stato ripristinato» ha detto Ventriglia, ed anche Suarato della Cisl ha voluto distendere il clima: «Si è trattato di un inconveniente che può capitare». Un precedente simile e recente le Terme l’hanno registrato nel gennaio del 2011, quando la società fornisce l’elettricità alle Terme interruppe il servizio per alcuni mancati pagamenti. I membri del cda termale parlarono in quell’occasione di un «fraintendimento» sulle scadenze e, dopo aver versato un anticipo alla Fontel, la situazione si risolse in poche ore. L’episodio non dovrebbe mettere troppi bastoni tra le ruote ai manager dello stabilimento, che dopo essersi destreggiati tra debiti e pignoramenti, nei prossimi giorni, grazie ad un’altra tranche di fondi provenienti dall’Asl Na3 Sud, dovrebbero assicurare il pagamento di due mensilità ai lavoratori.

Francesco Ferrigno

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