Monti Lattari, 960mila euro per la videosorveglianza

Maggiore prevenzione e controllo del territorio dei Lattari con l’installazione di sistemi di videosorveglianza. Il Pon Sicurezza – programma gestito dal Ministero dell’Interno, dipartimento della pubblica sicurezza e cofinanziato dall’Unione Europea – ha ammesso a finanziamento nell’ultimo Comitato di valutazione 4 progetti. Si tratta di 960mila euro, che serviranno a installare 90 “occhi elettronici” nei comuni di Gragnano, Agerola, Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità. Le telecamere – fisse, mobili o di rilevazione transiti – verranno collegate con le sale operative delle forze dell’ordine. A Gragnano, il progetto di videosorveglianza prevede l’installazione di 22 telecamere su tutto il territorio cittadino. Di queste, dieci saranno posizionate nel centro storico, mentre le altre 12 nelle zone periferiche, che vanno da Iuvani al Parco Imperiale. Il progetto è stato redatto dalla triade di commissari prefettizi, composta dal prefetto Salvatore La Rosa, dalla viceprefetto Rosalia Mazza e da Francesco Greco. Ad Agerola saranno invece 36 le telecamere di videosorveglianza che “copriranno” l’intero territorio comunale. In questo caso, oltre all’aspetto della sicurezza, l’obiettivo primario sarà anche tutelare l’ambiente e, quindi, dichiarare guerra ai trasgressori della raccolta differenziata. Sversare abusivamente rifiuti sul territorio cittadino diventerà infatti impresa dai contorni quasi impossibili. “E’ una gran bella notizia – afferma Tommaso Naclerio, assessore al Turismo della giunta guidata dal sindaco Luca Mascolo -, visto che le telecamere di videosorveglianza ci consentiranno di garantire maggiore sicurezza agli agerolesi e ai turisti e, nel contempo, di tutelare l’ambiente”. Il sistema di videosorveglianza offrirà una copertura di circa 7 chilometri di strada grazie a delle stazioni di riferimento sistemate nei punti nevralgici. Il monitoraggio avverrà invece tramite telecamere “intelligenti”, autoalimentate in grado di funzionare efficacemente sia di giorno che di notte e di leggere, anche da lunga distanza, le targhe dei veicoli che si fermano per scaricare i rifiuti. In un secondo momento le immagini verranno dirottate sulla centrale operativa del comando di polizia municipale che, conseguentemente, comminerà le sanzioni. Altre 32 telecamere saranno infine destinate ai comuni di Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità, in virtù dei progetti presentati dalle due amministrazioni comunali e approvati dal Ministero dell’Interno. Una scelta quasi obbligata, anche alla luce degli ultimi episodi di microcriminalità che hanno interessato in maniera particolare le zone periferiche dei due comuni pedemontani dei Lattari.

Francesco Fusco

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