Deiulemar, nuovo ricorso e un barlume di speranza per i risparmiatori

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Deiulemar: ad oltre dieci giorni dal verdetto della corte d’appello di Napoli, chiamata a decidere il destino della compagnia di navigazione, ecco che spunta un nuovo ricorso che si spera dia nuove possibilità ai 13.000 risparmiatori che rischiano seriamente di perdere tutti i soldi investiti nel «colosso» che ha fatto la storia di Torre del Greco. Infatti a impugnare il provvedimento firmato dal giudice fallimentare Massimo Palescandolo del tribunale di Torre Annunziata è, stavolta, direttamente Maria Luigia Lembo – la vedova dello storico «capitano» Michele Iuliano, stroncato da un infarto lo scorso 9 maggio durante una perquisizione domiciliare della guardia di finanza. La Lembo invoca la revoca della sentenza che segna la fine della Deiulemar e l’inammissibilità della proposta di concordato al 52% per ottenere “l’accesso a una delle procedure speciali di amministrazione delle grandi imprese in crisi”.

La profonda spaccatura tra le tre famiglie a capo della Deiulemar, risulta chiara e allo stesso tempo cancella tutti i dubbi avanzati dalla “seconda generazione” di armatori sull’effettiva volontà degli eredi del «capitano» di rispettare la volontà espressa dal patriarca della compagnia. Una volontà che, a cinquanta giorni dal dramma, si è tradotta nel reclamo presentato dall’avvocato Giorgio Iuliano – nipote dell’uomo-simbolo della compagnia di navigazione – per conto della titolare del 16,67% del capitale sociale della Deiulemar Holding, unica azionista della Deiulemar compagnia di navigazione Maria Luigia Lembo, la quale è fermamente intenzionata – si legge tra le righe delle 26 pagine dell’istanza presentata alla corte d’appello di Napoli – a tutelare l’immagine e l’onorabilità di Michele Iuliano e a garantire gli interessi dei risparmiatori coinvolti nel fallimento che rischia di mandare in tilt l’economia di un’intera città.

Garanzie che, secondo gli eredi del patriarca, non possono passare attraverso la proposta di concordato al 52% – suddiviso in tre quote: 12% in contanti, 20% in obbligazioni e restante 20% in azioni – presentata dal nuovo amministratore unico Roberto Maviglia pochi minuti prima dell’udienza davanti al giudice fallimentare Massimo Palescandolo. Di qui, la richiesta – sostanzialmente diversa rispetto alle conclusioni del reclamo presentato dall’avvocato Astolfo Di Amato per conto della Deiulemar compagnia di navigazione – di revocare il fallimento e rinviare il procedimento dinanzi al tribunale di Torre Annunziata per “valutare l’inammissibilità della proposta di concordato, accertare la sussistenza di tutti i requisiti per accedere a una procedura speciale di amministrazione delle grandi imprese in crisi e disporre la dichiarazione dello stato di insolvenza della Deiulemar compagnia di navigazione in luogo del fallimento”.

Giuseppe D’Apolito

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