Ercolano, carcere duro per il boss Durantini alias Boninsegna

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Carcere duro per il boss Giovanni Durantini. “Boninsegna”: questo lo pseudonimo del ras ercolanese il cui feudo si estendeva da Piazza Pugliano a buona parte del mercato e che oggi si trova a regime di carcere duro perché ritenuto elemento altamente pericoloso per la società. Per decenni   la fazione malavitosa facente capo a Boninsegna ha saputo districarsi nella faida che vedeva contrapposti i clan Ascione-Papale e Birra-Iacomimo senza ricevere perdite eccellenti o danni economici rilevanti. A confine con il regno di Giovanni Boninsegna sino a pochi anni addietro risiedeva uno dei più spietati killer della camorra ercolanese ovvero Lucio Di Giovanni  ( o’ Lucio) caduto in un agguato in via Marcello Venuti in prossimità della locale tenenza dei Carabinieri. I sicari lo freddarono in sella ad uno scooter insieme al cognato Lello Balzano mentre rincasavano dopo aver firmato in tenenza perché sottoposti a sorveglianza speciale.  Di Giovanni era  noto alle forze dell’ordine dell’intera regione per la particolare ferocia con la quale portava a termine le sue missioni di morte. In questo scenario inquietante la giustizia sembra non concedere sconti a chi per decenni  ha tenuto sotto scacco la cittadina degli scavi. Troppi i delitti eccellenti, gli agguati di camorra mortali avvenuti quasi sempre in pieno centro e sotto gli occhi atterriti di turisti e residenti. Non è un caso che alcuni tour operator avessero addirittura cancellato Ercolano dal palinsesto turistico campano per motivi di sicurezza. Ora si trema per la possibile entrata in scena delle nuove leve dei clan storici ercolanesi : complice la penuria di mezzi in cui si sarebbero venuti a trovare i boss dopo gli ultimi sequestri effettuati dalla magistratura i rampolli dei principali sodalizi criminali del posto potrebbero riorganizzare le rispettive famiglie cercando alleanze esterne nella vicina Portici o a Torre del Greco. Già in passato sono state evidenziate da parte degli investigatori manovre sinergiche per  il controllo degli affari illeciti nella provincia a sud di Napoli tra il clan Gionta di Torre Annunziata ( retto dal boss Valentino condannato all’ergastolo in regime di massima sicurezza) e i Birra di Ercolano guidati dal ras Giovanni (a’mazza).Si parla negli atti processuali di favori eccellenti tra i “valentini” e i Birra e di un accordo non completamente concluso per il controllo dell’intera fascia costiera vesuviana fino a Castellammare.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.

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