Santa Maria la Carità: stop al Cimitero Comunale, c’è l’interdittiva antimafia del Prefetto di Napoli

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Interdittiva antimafia negativa per una delle quattro aziende del Consorzio incaricato della realizzazione del cimitero comunale di Santa Maria la Carità. Le voci in tal senso erano divenute sempre più insistenti su una interdittiva antimafia negativa rilasciata dalla Prefettura di Napoli, finalmente il sindaco Franco Cascone è uscito allo scoperto e ha annunciato la ricezione del provvedimento cautelare prefettizio che blocca l’azione della Società Consortile che stava eseguendo i lavori per conto del Comune. Ad essere raggiunta dal provvedimento è la società Cosma Costruzioni che avrebbe dovuto occuparsi proprio della fase iniziale dei lavori, mentre le altre tre società – La Coticelli Costruzioni, la Votiva Flamma e la Givi Costruzioni – risultano idonee per eseguire l’appalto pubblico in questione.

Il responso del Prefetto di Napoli è chiaro: la ditta Cosma Costruzioni “in odore di camorra” deve essere esclusa per “salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica per il buon andamento e la trasparenza dell’amministrazione comunale negli appalti pubblici”.

Un giudizio netto e inequivocabile. Una vera e propria doccia fredda sull’amministrazione comunale del sindaco Cascone che, a dieci mesi dall’approvazione della convenzione in Consiglio Comunale, dovrà ripartire daccapo per rimpiazzare la ditta esclusa. Bisognerà partire dalle tre ditte rimaste che dovranno verificare se sono in possesso delle categorie di lavori previsti dal capitolato d’appalto pubblico che dovevano essere eseguite dalla Cosma Costruzioni, perché viceversa, dovrà subentrare un’altra ditta nel consorzio Società Consortile per il quale si dovrà attendere il rispetto di un altro protocollo della legalità. In entrambi i casi la costituzione societaria del Consorzio dovrà essere modificata. L’atto cautelare prefettizio ha inevitabilmente causato un decisivo stop alla realizzazione dell’opera, mentre la giunta del sindaco Cascone si ritrova a fere un passo indietro e sul progetto resta, dal 2008 anno in cui fu firmata la prima convenzione con la Società Consortile, letteralmente “impantanata” nelle procedure amministrative tese alla realizzazione del futuro cimitero cittadino.

L’amaro epilogo che ha deluso e imbarazzato il primo cittadino sammaritano che dovrà decidere come proseguire per “rimpiazzare” la ditta esclusa, ponendo ancora più attenzione alle ditte che saranno interessate: a fare da monitor all’amministrazione Cascone è la stessa natura dell’informativa antimafia interdittiva prevista dal­l’art. 10 del DPR 3 giugno 1998 n.252, perché definisce il provvedimento prefettizio come una “misura cautelare di poli­zia, preventiva e interdittiva che rientra tra quelle aventi funzione inibitoria, irrogabili dal Prefetto, ai sensi dell’art. 84 del D. Lgs. 159/2011, nell’esercizio delle pro­prie funzioni in materia di polizia e di sicurezza, contro le ingerenze del crimi­ne organizzato nelle attività economiche e nei rap­porti con le pubbliche ammi­nistrazioni. A tal merito si tratta di strumenti anche eccezionali di reazione, pre­visti dalla legislazione antimafia che mirano a salvaguardare beni di primaria e fondamentale importanza per lo Stato, quali l’ordine e la sicurezza pubblica nonché il buon andamento e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche nella gestione degli appalti pubblici, contro i pericoli di inquinamento derivanti dalla criminalità organizzata”.

Tenendo conto le conseguenze negative che deriveranno inevitabilmente dall’emissione negativa dell’interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Napoli, insieme ai ritardi, ai dubbi e alle criticità che derivano dall’oggettiva precarietà e difficoltà della realizzazione dell’opera cimiteriale, l’inizio dei lavori previsti e pronosticati per l’inizio dell’estate saranno, ovviamente, ancora rinviati a data da destinarsi. Nella migliore delle ipotesi potrebbero essere interessati i prossimi mesi autunnali, restando fiduciosi che la “telenovela” del nascente cimitero cittadino di S. Maria la Carità potrà finalmente trovare una soluzione.

Vincenzo Vertolomo

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