Sergio Passariello (Imprese del Sud) : Ministro Fornero lo “scaricabarile” non è sport olimpico

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Dopo i dati negativi per l’economia italiana diffusi martedì dall’Istat, è arrivata ieri una approfondita indagine di Mediobanca a dire che l’anno scorso è stato distrutto l’1,4% della ricchezza dell’imprese colpa del fatto che il guadagno non è sufficiente a ripagare il costo del capitale, per cui si è arrivato all’assurdo che per un imprenditore conviene di più investire in BTP che fare, nel rispetto delle regole e delle leggi impresa afferma, con amarezza, Sergio Passariello, responsabile di Imprese del Sud, associazione nata con il nobile obiettivo di difendere la sana piccola e media impresa.

Di fronte a questo scenario, davvero da incubo, dichiara Passariello, si aggiungono le parole del ministro del lavoro Elsa Fornero che annuncia come il prossimo autunno non sarà facile, in quanto questa crisi è davvero pesante e mette a rischio il futuro industriale del nostro paese, precisando che la responsabilità della situazione attuale non è solo politica ma anche del credito e degli imprenditori colpevoli di avere un atteggiamento poco propenso all’investimento.

Che cosa possono fare i piccoli e medi imprenditori italiani? Gli imprenditori italiani quando trovano le condizioni adatte sono propensi all’investimento, ma in questo momento chi investe in un nazione in caduta libera, senza una visione progettuale futura?

Chi investe in un mercato con enormi difficoltà a trovare risorse, dato che le banche hanno chiuso i rubinetti dei finanziamenti ed hanno deciso, in accordo con i Governi, di finanziare il debito pubblico comprando BOT e CCT e quindi garantire solo la spesa pubblica?

Sono molto preoccupato, precisa Passariello, perché sento molti colleghi, titolari di piccole imprese, che a settembre sanno già che avranno ulteriori difficoltà quando ricominceranno le produzioni e l’unica soluzione che prospettano è quella della chiusura.

Le difficoltà dei piccoli e medi imprenditori italiani, dichiara Passariello, derivano dal mercato interno, che è praticamente fermo ed anche il mercato estero sta cominciando a rallentare, per non parlare della concorrenza straniera, sempre più forte.

Gli imprenditori italiani, secondo Passariello, devono competere anche contro grandi gruppi internazionali che godono, nei rispettivi paesi, di condizioni decisamente migliori rispetto alle nostre per quanto riguarda l’accesso al credito, le tasse, per cui tanti imprenditori italiani hanno pensato di andare a produrre all’estero, stanchi di dover lavorare solo per pagare le tasse.

Con i costi di credito più alti dei concorrenti, con una pressione fiscale davvero intollerabile, con infrastrutture e servizi non da settimo paese più progredito al mondo, con costi dell’energia del 30% e con una eccessiva rigidità sul mercato del lavoro, dichiara Passariello invitiamo il ministro Elsa Fornero, prima di criticare l’operato degli imprenditori italiani ad esercitare fino in fondo il suo mandato creando le condizioni per gli investimenti nel nostro paese, iniziando a proporre qualche soluzione concreta alle problematiche elencate, evitando di praticare lo sport preferito dai burocrati italiani, lo “Scaricabarile”, per il quale, sicuramente, alle attuali olimpiadi Inglesi, avremmo preso la medaglia d’oro.

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