Rilancio delle Terme di Stabia: importante istituto di credito pronto ad investire

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Rilancio delle Terme di Stabia: la dirigenza della società partecipata ha giudicato positivo l’incontro tenutosi ieri con i vertici di un importante istituto di credito. Sul tavolo di concertazione ci sono circa un milione e 200mila euro di investimenti per l’azienda stabiese con la formula del «finanziamento separato».

Alla riunione, fortemente voluta dall’amministratore unico di Sint (società partecipata che detiene il patrimonio immobiliare di Terme) Norberto Salza, che nei giorni scorsi ha annunciato le proprie dimissioni, e dal sindaco Luigi Bobbio, ha partecipato l’amministratore unico di Terme Francescopaolo Ventriglia e i dirigenti della banca. Nel corso dell’incontro Ventriglia ha illustrato i dettagli del Piano Industriale dell’azienda termale, giudicati favorevolmente dalla controparte.

Gli accordi a questo punto sono in via di definizione, con l’istituto di credito che attende «garanzie» da parte di Terme e del Comune di Castellammare. Il finanziamento separato a cui si sta puntando, infatti, è una sorta di associazione in partecipazione con la banca, con l’individuazione di aree d’affari, la determinazione del tipo di investimento e quindi i flussi di ricavi e costi. Il cosiddetto «margine» verrà utilizzato per restituire i fondi.

La banca, però, come già accennato, necessita di sicurezze in termini di liquidità prima di far partire il finanziamento. Garanzie che potrebbero provenire dalla manovra di ricapitalizzazione di Terme, da approvare a settembre in consiglio comunale, e dalla decisione di azienda e Comune di fittare beni immobili dello stabilimento. Gli investimenti provenienti dalla banca serviranno poi per l’attivazione e l’implementazione dei servizi wellness e benessere: piscine, centro benessere, centro congressi ed altri interventi infrastrutturali. In ballo c’è anche il progetto di un «centro di chirurgia estetica» da posizionare in Villa Ersilia.

Un progetto, insomma, che potrebbe rilanciare il complesso a 360 gradi salvo ulteriori ritardi di natura «politica» per il processo di ricapitalizzazione. Sull’argomento ricapitalizzazione è intervenuta ieri la UilTucs, che ha affrontato anche il tema degli stipendi. «Siamo arrivati alle soglie di un settembre che non si annuncia per niente positivo. – ha scritto la Uil – Per la questione stipendi, nel frattempo questi hanno raggiunto quota nove, compresa la 14esima mensilità ed esclusa la percentuale del 20% di dicembre, solo in relazione agli emolumenti vantati dai 114 lavoratori a tempo indeterminato.

L’azienda, inoltre, è impossibilitata a poter riscuotere (paradossale ma vero) eventuali rimesse dall’Asl Na3, in quanto non in regola con i pagamenti delle quote rateizzate di competenze dovute ad Equitalia». La Uil si è poi soffermata su una delibera bocciata in Giunta per 149mila di competenza del Comune quale anticipazione sulla futura ricapitalizzazione della società; e su fatture per 160mila euro di consulenze presentate alla Sint dal presidente della cabina di regia comunale Francesco De Vita. «Non si può pensare di gestire l’azienda, in continuità con le scorse gestioni, non avendo la minima cognizione della programmazione e della pianificazione aziendale. Adesso è arrivato il momento di scegliere e, se non si vuole svendere l’azienda attraverso uno spezzatino giustificativo, bisogna ricapitalizzare l’azienda mettendo soldi veri».

Francesco Ferrigno

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