Scavi di Pompei: ancora una tragedia sfiorata. Crolla una trave nella Villa dei Misteri. Chi paga?

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C’è un caso con molti delitti e, finora, nessun colpevole. Il file “Scavi di Pompei” si infittisce, col  sito archeologico trasformato in scena del crimine, una bomba a orologeria che prima o poi scoppierà. Così, nell’irresponsabilità diffusa, i delitti si moltiplicano e le pene spariscono. Oggi 8 settembre c’è stato un nuovo  attacco al cuore di Pompei. Nel magnifico peristilio della Villa dei Misteri, infatti, una trave di legno di quattro metri si è staccata dal tetto alto cinque metri, per fortuna, senza danni. Ma è stata appunto la dea della fortuna ad impedire che, in una delle domus più celebri dell’area archeologica, accadesse una tragedia. La zona interessata dal crollo è aperta al pubblico e la villa è particolarmente affollata, dati i celebri affreschi che richiamano un antico rituale misterico, dal significato ignoto ma dal fascino ipnotico. Né deve rassicurare il fatto che l’episodio si sia verificato nella notte, in quanto l’incidente avrebbe potuto coinvolgere uno degli addetti alla vigilanza. La foglia di fico dietro cui si nasconde la SANP in questi casi è la vastità dell’area archeologica per cui, in definitiva, questi crolli sarebbero ineluttabili e imprevedibili. Eppure si tratta della Villa dei Misteri, il cuore anche simbolico di Pompei. Eppure anche ad un occhio poco esperto sono visibili le macchie di umidità sulle tegole e i pilastri accanto alla trave caduta, che presenta segni di marcescenza avanzati. Era davvero inevitabile questo ennesimo crollo? E, soprattutto, nessuno si era accorto dei segnali presenti nel sito? Le domande sono tante, le risposte troppo vaghe. Nell’era dei computer e della digitalizzazione della PA non si riesce a ottenere neanche la datazione dell’ultimo intervento nella Villa dei Misteri. Si accenna a lavori di restauro bloccati dal contenzioso amministrativo, ma riguardanti gli affreschi non la struttura. La sicurezza dell’area e l’incolumità  di turisti e lavoratori evidentemente è un optional. E questo in piena attuazione del Grande Piano Pompei, modello per l’Italia e riscatto per il Sud. E la mappa delle domus a rischio? La villa dei Misteri vi rientrava? È un mistero, ovviamente, anche questo. Come la scoperta della Villa, che, pur essendo una delle più richieste dai turisti, è anche una delle più difficili da trovare. Arrivarci è una scommessa: non ci sono indicazioni se non quando si è ormai giunti alla meta, come premio per una caccia al tesoro degna di Indiana Jones; mentre in un altro paese questa sarebbe una delle perle del sito da tenere in evidenza. Anche gli intrepidi visitatori, che sono riusciti a percorrere strade secondarie e solitarie per conquistarla, si trovano, nel mezzo del cammino, davanti a un cancello che sembra marcare la fine del sito.  Solo i migliori, però, leggeranno, oltre lo sbarramento, il malconcio cartello “Villa dei Misteri”, antico come la domus, seminascosto dalla vegetazione. Seguendolo, si giunge a una discesa ripida e sterrata, che dà sulla villa sormontata da un’abitazione moderna e col primo segno di decadenza visibile dall’esterno: una colonna di recente rovinata. Dopo il cedimento, l’area interessata è stata interdetta al pubblico e vi saranno verifiche ed interventi, col coinvolgimento di ditte esterne perchè, va da sé, gli operai non ci sono. Anche le ultime assunzioni annoveravano solo archeologi, architetti e un amministrativo. Di personale addetto alla manutenzione non vi è traccia. E questo, forse, ha qualche attinenza con lo  stato del sito e la sua sicurezza. Ma questa, ovviamente, è solo un’ipotesi. Quanti approntano grandi piani, senza controllare la sicurezza minima della zona archeologica, avranno certo spiegazioni più articolate per i crolli e soluzioni rivoluzionarie per evitarli,  mettendo Pompei a nuovo. E con 105 milioni della comunità europea non cambiare neanche una trave marcia nel soffitto sembra quasi una blasfemia. E poi quanti turisti desiderano venire ancora a Pompei con l’ allarme sicurezza? E soprattutto chi pagherà per questo? Come al solito sarà colpa di Giove Pluvio. Mente noi “festeggeremo” il secondo anniversario del crollo della Schola Armaturarum, quindi, tutto sarà come prima, anzi peggio. Perché le notizie dei crolli si susseguono, le immagini di rovina si sommano. Il requiem di Pompei suonerà di nuovo, dunque, mentre sarà  il dio del tuono, come per gli antichi, a far crollare i tetti, laddove gli uomini, impotenti, continueranno a subire il loro destino, per essere stati incapaci di determinarlo.

                                                                                                                      Claudia Malafronte

A wooden beam collapses in the Villa of  the Mysteries. 

The axis around 4 metres, claimed the earthenware tiles that form the roof of the structure and was part of restoration. during the night settling in an area open to the public that now it’s closed.

The infiltration of water and the lack of attention of the Superintendent made it happen yet another dirty in the most famous archaeological site in the world. At risk the safety of tourists and operators. A tragedy touched only through good fortune that has made sure that the incident happened at night.

There is a case with many crimes and so far, no guilty. The file “Ruins of Pompeii” thickens, with archaeological site turned into a crime scene, a time bomb that will burst sooner or later. So nell’irresponsabilità widespread killings multiply and pains disappear. Today, September 8th there was another attack on the heart of Pompeii. In the magnificent peristyle of the Villa of the Mysteries, in fact, a wooden beam of four feet came off the roof five meters high, fortunately without damage. But it was precisely the goddess of fortune to prevent, in one of the most famous archaeological area domus, a tragedy happened. The area affected by the collapse is open to the public and the villa is very crowded, because of the famous frescoes recalling an ancient ritual mystery, the hidden meaning but by the hypnotic fascination. Nor should reassure the fact that the incident occurred at night, because the incident could involve one of the invigilators. The fig leaf behind which hides the SANP in these cases is the vastness of the archaeological why, ultimately, such failures would be unavoidable and unpredictable. Yet it is the Villa of the Mysteries, the heart also symbolic of Pompeii. Yet even an untrained eye can see the water stains on the tiles and pillars next to the beam fall, which shows signs of advanced decay. It was really inevitable this latest collapse? And most importantly, no one was aware of the signals present on the site? The questions are many, the answers too vague. In the age of computers and digitization of PA you can not even get the date of the last intervention in the Villa of the Mysteries. It mentions restoration blocked by administrative litigation, but the frescoes on the structure. The safety of the area and the safety of tourists and workers is obviously an option. And this in full implementation of the Master Plan Pompeii, a model for Italy and redemption for the South and the map of the domus at risk? The Villa of the Mysteries you fell? It is a mystery, of course, too. Such as the discovery of the Villa, which, despite being one of the most popular with tourists, it is also one of the hardest to find. Getting there is a challenge: there are no signs except when it is now at the goal, as a reward for a treasure hunt worthy of Indiana Jones, while in another country this would be one of the pearls of the site to be taken into evidence. Even the intrepid visitors, who were able to travel back roads and lonely to conquer it, they are, in the middle of the road, in front of a gate that seems to mark the end of the site. Only the best, however, read, over the dam, the battered sign “Villa of the Mysteries,” as old as the domus, hidden by vegetation. Following him, we reach a steep descent and dirt, which overlooks the villa and surmounted by a modern house with the first sign of decay visible from the outside: a column recently ruined. After the failure, the affected area was closed to the public and there will be checks and interventions, with the involvement of outside contractors because, of course, the workers are not there. Even the latest assumptions included self only archaeologists, architects and administrative. Of maintenance personnel there is no trace. And this, perhaps, has some bearing on the state of the site and its security. But this, of course, is only a hypothesis. How devise big plans, without checking the minimum security the archaeological zone, will have some more complex explanations for the collapse and revolutionary solutions to avoid them, putting in new Pompeii. And with 105 million European community does not change even running a beam in the ceiling looks like a blasphemy. And then how many tourists would like to come again to Pompeii with the ‘security alarm? And above all, who will pay for this? As usual it is the fault of Jove Pluvio. Mind we “celebrate” the second anniversary of the collapse of the Schola Armaturarum, then everything will be as before, but worse. Because news of the collapse one after another, the images of destruction are added. The requiem of Pompeii sound again, then, while it will be the god of thunder, like the ancients, to bring down the roof, where men, powerless, will continue to suffer their fate, because they were unable to determine.

 

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