Lettera al direttore del Gazzettino: il ricordo di Zi Menico

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Egregio direttore,

Chi le scrive è Luigi Buffone, consigliere Pd del dimissionario consiglio comunale. Mi rivolgo a Lei perché ritengo giusto segnalare al suo «il Gazzettino Vesuviano», media d’informazione che da quarant’anni segue e segnala con puntualità e professionalità le vicende storico – politiche e sociali dell’area vesuviana, la scomparsa di Domenico Cirillo, meglio conosciuto come «zi Mineco», personaggio di spicco della storia della sinistra di Boscoreale per circa ottant’anni. Deceduto quasi centenario qualche settimana fa, Cirillo, dunque, era uno che aveva seguito e conosciuto dall’interno la vita politica cittadina dal periodo fascista a quello attuale. Io l’ho incontrato per la prima volta circa 24 anni fa, quando appena arrivato a Boscoreale mi iscrissi al Partito Comunista conoscendo in un paese non mio tante persone in possesso di notevole carica umana che mi fecero sentire subito a casa. Zi Minico era il prototipo del militante comunista che cercava conferme e risposte, sulla politica nazionale e locale, rivolgendosi ai responsabili della sezione locale dialogando con loro. Infatti molti sanno che abitudine di tanti lavoratori e militanti iscritti era quello di passare dalla sezione “per capire”, in particolare la Domenica mattina. Zi Minico era un intransigente, sulla difesa dei valori in cui aveva creduto una vita intera, ma io voglio ancora ricordarlo in un momento in cui il disimpegno e l’antipolitica crescono, come una persona legata alla difesa dei diritti e alla risoluzione dei problemi attraverso le scelte della Politica, e da quasi centenario pretendeva dai figli di essere accompagnato al seggio per l’esercizio del diritto di scelta attraverso il voto L’ultima volta che si è recato al seggio, accompagnato dal figlio Peppino, è stato in occasione del Referendum sull’«Acqua Bene Comune» dando anche in questa occasione sfoggio di intelligenza e consapevolezza: ad un Presidente di seggio, alquanto pignolo, che voleva accertarsi della lucidità di Zi Minico, lo stesso rispondeva in modo netto ed inequivocabile “Voto pecché ll’acqua è tuttu quante…”.

In un momento in cui tanti fuggono dall’impegno sociale e politico o anche dal semplice esercizio del voto a me piace conservare il ricordo di un Compagno quasi centenario, ex scalpellino, che credeva ancora nella partecipazione per decidere del proprio futuro.

La ringrazio per quanto vorrà pubblicare di questa mia.

Luigi Buffone

già capogruppo  PD

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