Givova, Di Carlo: Giochiamo male, ma vinciamo.

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Attenzione a non farsi trarre in inganno dalla classifica e dai risultati. La Givova Scafati ha vinto i primi due turni di campionato, il primo a Capo d’Orlando (65-72) e il secondo al PalaMangano contro la Pall. Trento (74-72), ed è prima nella classifica di Legadue, insieme a Biancoblù Bologna, Giorgio Tesi Group Pistoia, Tezenis Verona e Sigma Barcellona. Ma i risultati ottenuti e i punti conquistati non sono lo specchio di quanto fin qui si è visto sul parquet.

La squadra sulle sponde del fiume Sarno, infatti, ha deluso un po’ tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori. In primo luogo, per l’esclusione prematura dalla Coppa Italia di categoria, in favore della Nuova Pall. Napoli. In secondo luogo, per il gioco espresso in campo nei primi due incontri di campionato, nei quali le vittorie sono state l’emblema di una prestazione sopra le righe dei singoli (come Slay e Tavernari nella prima uscita ufficiale) o di un gesto tecnico (come la tripla di Mays allo scadere nell’ultimo incontro). Troppo poco per una squadra che è stata costruita con il dichiarato intento di disputare un campionato di vertice e di interpretare un ruolo da protagonista.

Tutti i limiti di questa squadra si sono visti soprattutto domenica scorsa al PalaMangano, dove la neopromossa Pall. Trento è andata vicinissima al colpaccio, se non fosse stato per quel gesto tecnico da oltre sette metri di Mays che, a 2’’ dal termine, ha messo il suggello su una sfida che, in caso di sconfitta, avrebbe dato sicuramente spazio a polemiche e critiche, che, comunque, al di là del risultato, non sono mancate. Il pubblico presente sulle gradinate della struttura scafatese, infatti, non ha nascosto il proprio dissapore nei confronti di squadra e tecnico, rei di non avere finora espresso il volume di gioco che ci si attendeva.

Al di là della prestazione, però, il successo è comunque arrivato e lucide sono state le dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Gennaro Di Carlo, che ha chiesto a tutti di portare ancora un po’ di pazienza. «Questo è un campionato davvero difficile e competitivo ed in questo momento – ha ammesso l’allenatore gialloblù – la nostra squadra non è al massimo della condizione. Stiamo inserendo lentamente play e pivot (Porta e Slay), che rappresentano l’asse portante di una squadra. Sto oltremodo sfruttando in campo sia Porta che Slay, che giocano tanti minuti, ma questa scelta è stata ripagata dal fatto che, contro Trento, Porta ha realizzato il tiro da tre punti del 71-70 per noi e Slay è stato determinante nel finale. Quest’ultima, ci tengo a sottolinearlo, è una vittoria fondamentale: quello che conta, al di là della prestazione, sono i due punti in classifica. Stiamo lavorando per cercare di trovare equilibrio tra gioco interno e gioco esterno: non è purtroppo però una cosa automatica. Per questo chiedo a tutti di saper aspettare, perché anche se oggi giochiamo male, riusciamo comunque a vincere, e nelle prossime gare le cose cambieranno ed il gioco sarà più fluido e spettacolare. Dobbiamo essere bravi a conquistarci la fiducia del pubblico. Non c’è polemica nei miei confronti: sono sicuro che soddisferò la fiducia del pubblico e della società. Oggi non posso che ringraziare i tifosi: io devo conquistare credito da tutti, essendo su una panchina dove il mio predecessore non ha praticamente mai perso in casa. Sorrentino? Assolutamente non è una bocciatura per lui. Il campionato è lungo – ha chiosato il trainer di origini casertane – e Sorrentino sicuramente avrà spazio. Chiedo pazienza».

La terza giornata del campionato di Legadue vedrà la Givova Scafati nuovamente impegnata al PalaMangano (domenica, ore 18:15), contro la Centrale del Latte Brescia. Il calendario sembra voler dare una mano alla truppa scafatese, che ora dovrà vedersela, tra le mura amiche, contro una squadra che si presenta ampiamente alla propria portata. La squadra è obbligata a fare risultato per continuare a dare segnali importanti di crescita e per regalare al proprio pubblico un vittoria convincente, sia sotto il profilo del gioco, che dello spettacolo.

Antonio Pollioso

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